Persi oltre quattromila posti in un anno (4.027 dal 2016 al 2017). Oltre novemila nel confronto decennale (9.495 dal 2007 al 2017). La Ciociaria è nei bassifondi della classifica stilata, su dati Istat, dal Centro Studi Impresa Lavoro. Peggio di tutti nel Lazio. E nel paragone annuale peggio soltanto quattro province delle 99 prese in esame. Nel confronto, decennale, invece, la Ciociaria si è piazzata all'81esimo posto. Sull'argomento interviene Enzo Valente, segretario provinciale Ugl Frosinone, che lancia le proposte.

«Lavorare da subito per riportare il nostro territorio nella ex Cassa del Mezzogiorno, far partire le politiche attive e rivedere la riforma degli ammortizzatori sociali prevedendo il ripristino di alcuni strumenti di sostegno al reddito soppressi con l'ultima riforma concepita nell'ottica di una ripresa che non è partita sottolinea il segretario provinciale Ugl Frosinone Soltanto quando ci sarà una crescita che si avvicina al 2% si avranno nuovi posti di lavoro. In provincia di Frosinone il settore traino, quello farmaceutico, offre risvolti occupazionali bassi essendo un comparto ad alta incidenza tecnologia che richiede poca manodopera. In futuro sarà così anche per altri settori a causa della robotizzazione, informatizzazione e digitalizzazione, cioè la quarta rivoluzione industriale, destinata - conclude Enzo Valente - ad espellere sempre più lavoratori dal ciclo produttivo».