Un'installazione nella rotatoria all'incrocio con via Fedele Calvosa. La prima delle cinque in programma nell'ambito dei lavori di arredo urbano sul tratto della Monti Lepini. Una lunga asta che alle estremità tiene in bilico due sfere rosse, una più grande e una più piccola, rappresenta una bilancia. Non un simbolo casuale quello disegnato dall'Accademia di Belle Arti di Frosinone dopo il concorso di idee promosso dall'amministrazione guidata da Nicola Ottaviani in collaborazione proprio con l'istituto di palazzo Tiravanti. Nei pressi dell'installazione, infatti, insiste il tribunale. E la bilancia, nella lingua dei simboli, rappresenta la giustizia.

Oltre all'opera già posizionata, in programma ci sono altre installazioni. Nelle rotatorie, sempre sul tratto della Monti Lepini, agli incroci con via Armando Fabi, via Tommaso Landolfi, Via Casilina e località Madonna della Neve.
Dal Comune fanno sapere che «proseguono i lavori di arredo urbano delle rotatorie a seguito dell'aggiudicazione della manutenzione ordinaria e straordinaria ad alcune società private, a titolo di sponsorizzazione, in relazione al bando promosso dall'assessorato all'ambiente coordinato da Massimiliano Tagliaferri». E, inoltre, «dopo la fase delle perforazioni volte all'approvvigionamento idrico (destinato agli ornamenti floreali, che saranno irrigati grazie a un sistema elettronico appositamente congegnato) è stata la volta della installazione degli arredi urbani disegnati dall'Accademia di Belle Arti di Frosinone. In particolare, nella rotatoria di via Fedele Calvosa è possibile ammirare un'opera raffigurante una bilancia con due mondi di dimensioni diverse: il più grande e il più piccolo si tengono in equilibrio sulla struttura realizzata, metafora della giustizia. Le operazioni previste, anche sulle altre rotatorie della Monti Lepini, secondo il progetto espresso dall'amministrazione hanno l'obiettivo non solo di dare un volto nuovo e rispettoso del decoro alle aree coinvolte, ma sono finalizzate anche a implementare la sicurezza di automobilisti e pedoni».