Oltre novemila occupati in meno tra il 2007 e il 2017. Dieci anni: tanto è bastato alla provincia di Frosinone per un saldo occupazionale, dall'indagine elaborata dal Centro Studi Impresa Lavoro e realizzata su elaborazioni di dati Istat, che fa registrare un 9.495. E oltre quattromila soltanto nel differenziale tra il 2016 e il 2017: con un 4.027 per la precisione. Peggio di tutti nel Lazio e in controtendenza rispetto al trend nazionale che, nei dieci anni presi in considerazione, ha fatto registrare un +128.544. Segno positivo anche relativamente al biennio 2016/2017: +265.119. Peggio della provincia ciociara, nel paragone tra il 2016 e il 2017, soltanto quattro province: Forlì-Cesena: 4.119; Lecce: 5.178; Lucca: 6.489; Ancona: 10.174. Mentre prendendo in considerazione il differenziale del decennio, Frosinone, delle novantanove province analizzate, si piazza all'ottantunesimo posto alle spalle di Catania ( 7.790) e un gradino più in alto di Rovigo (con un 10.018).

Nel Lazio
Frosinone alle spalle delle altre province laziali nell'indagine sull'occupazione sia nel confronto 2007/2017 che in quello relativo al 2016/2017. Nella prima graduatoria, come detto, la provincia ciociara è ottantunesima. Segno meno. Come per Rieti, comunque in posizione quarantasette con un 1.096. Per le altre province il trend è positivo: Viterbo è sedicesima (+ 10.694), Latina nona (+ 16.965), mentre Roma occupa la prima posizione (225.746). Bassifondi per Frosinone nel differenziale relativo all'ultimo anno preso in considerazione: novantacinquesimo posto. Oltre quattromila posti di lavoro persi. Situazione più o meno invariata sia per Viterbo, sessantasettesima (-490), che per Rieti,sessantaduesima ( 242). Segnali positivi, invece, per le province di Latina, dodicesima(+ 10.279),e Roma,seconda (+ 36.224).

La proposta di Magliocchetti
Danilo Magliocchetti, consigliere comunale e provinciale di Frosinone, analizza i dati e propone una task force regionale per arginare il problema occupazionale.«Questi numeri confermano un dato che già in parte si conosceva, ma forse non in maniera così drammatica, relativamente alla situazione occupazionale in provincia di Frosinone. In questo contesto non è più pensabile rimanere fermi. È diventata indispensabile la creazione di una "task force regionale per l'occupazione" dedicata ad affrontare le numerose vertenze e i tavoli di crisi esistenti, in particolar modo in provincia di Frosinone e segnatamente sull'area di crisi industriale complessa.
Si tratta di un organismo, dotato di competenze e professionalità che dovrà realizzare un'azione di raccordo permanente.Mirato, nello specifico, all'arginamento delle crisi aziendali tra istituzioni regionali, le province, Invitalia, ministeri, sindacati e organizzazioni di categoria».

La panoramica
Dalla ricerca del Centro Studi Impresa Lavoro, dal saldo occupazionale 2007/2017, si evince che soltanto in quaranta province su novantanove il livello occupazionale è tornato ai livelli pre-crisi del 2007 (saldo positivo). Segno più per il numero degli occupati in Italia dal 2016 al 2017, passato da 22.757.838 a 23.022.959 (+ 1,2% equivalente a 265.121 unità) che non appare però distribuito in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale. Dall'analisi dei dati emerge anche che, rispetto all'anno precedente, nel 2017 l'occupazione è aumentata in cinquantasette province. Nel confronto decennale spiccano Roma (225.746), Milano-Monza-Brianza (99.953) e Firenze (32.813), mentre occupa l'ultima posizione il complessivo delle province della Sardegna che, insieme, fanno registrare 43.734. Penultima la provincia di Palermo ( 39.526). La graduatoria del dato sull'occupazione provincia per provincia 2016/2017 vede al primo posto Milano più Monza-Brianza (38.277) che precede Roma (36.224) e Brescia (19.857). Ultime posizioni per Ancona ( 10.174), Lucca ( 6.489), Lecce ( 5.178), Forlì-Cesena ( 4.119) e Frosinone ( 4.027).l