Che su Fiuggi soffi forte il vento della depressione economica non è una novità. Vittima certamente di tutta una serie di fattori legati alla crisi generale del termalismo e ad una serie di errori di valutazione.
Se entri dentro i numeri di una crisi che a Fiuggi nel giro di un ventennio ha cancellato circa seimila posti letto ed oltre 1500 posti di lavoro nella sola attività alberghiera, allora scopri che molti di quanti affollavano Fiuggi l'hanno abbandonata per tutta una serie di ragioni. Per cause naturali il 6/8% su base annua, come emerge dalla "customer satisfaction", per mortalità di quella fascia di clienti termali che negli ultimi anni è andata sempre più posizionandosi verso la terza età.

Negli ultimi 10 anni poi si è aggiunto un nuovo segmento di turisti che non hanno fatto ritorno a Fiuggi, quasi sempre in terza età, che si sono trovati costretti a rivedere i bilanci familiari in soccorso di parenti prossimi, prevalentemente figli che hanno perso il posto di lavoro. C'è poi una fascia importante legata alle patologie della calcolosi renale che ha scelto percorsi clinici alternativi.
Qui ritorna il grave errore di chi non ha saputo negli anni scorsi, tenere alta l'importanza dell'acqua di Fiuggi nei circuiti medici di base e dell'urologia nazionale.
Una percentuale intorno al 2/3% su base annua è stata costretta ad abbandonare Fiuggi per via dei collegamenti nei trasporti su strada, quindi impossibilitati in tempi ragionevoli e senza troppi disagi a raggiungere la destinazione. Il fenomeno ha interessato prevalentemente il sud Italia (Puglia, Calabria, Basilicata e negli ultimi anni, Abruzzo e Molise). Una volta esistevano pullman con linee dirette. Oggi neanche l'ombra.

Su tutti, con percentuali superiori al 90%, le assenze del segmento "soggiorni climatici termali", a causa dei tagli nei bilanci comunali non più in grado di sostenere quei periodi di cure sino a pochi anni fa molto intensi nei mesi di settembre ed ottobre. Un altro imponente crollo del 90% rispetto allo storico, si registra nel settore "attività congressuali ed altri eventi".
Cosa ha fatto la politica locale per tentare di arginare tutto questo? Meno di niente.