La mattina del 10 agosto ad Amaseno c'è una quiete irreale. Accade sempre così nel giorno successivo alla notte di san Lorenzo; in pochi si sono alzati presto, alcuni forse avranno iniziato le proprie ferie, del resto si tratta del 10 agosto, altri invece hanno semplicemente chiesto al proprio datore un giorno di riposo. Già, perché nella notte precedente in paese si è stati svegli fino a tardi e non semplicemente per vedere le stelle cadenti, ma per vivere un momento di preghiera collettivo. A dispetto del Pascoli quella tra il 9 ed il 10 nel paese circondato dai monti Ausoni e Lepini infatti non è stata una notte di mestizia e malinconia.

Solo gioia e devozione per un prodigio che si ripete da secoli: "san Lorenzo ha compiuto il suo prodigio! Viva san Lorenzo!" è quello che dicono tutti in coro, quello che intonano i canto religiosi, e forse è questo lo spettacolo commovente che la terra propone accanto a quello offerto dal cielo. San Lorenzo unisce il materiale allo spirituale, la fede sanguigna del cuore agli occhi del credente che si affida al patrono per chiedergli aiuto o rendergli grazie per le sue vicende terrene. Questo è ciò che colora le ore del giorno dopo la notte, quella più importante e più sentita, un coronamento del prodigio che un piccolo comune della bassa Ciociaria gelosamente custodisce da più di quattro secoli riponendo in esso la propria fede, la propria speranza in un mondo migliore e in un'esistenza ultraterrena nella gloria di Dio.

Nella testa ci sono ancora le immagini della festa, vive, fresche, e le parole: quelle sacre del parroco don Italo, che insieme ai ragazzi e le ragazze della parrocchia fa in modo che tutto vada sempre nel modo migliore possibile, e del vescovo Ambrogio Spreafico, mai banali ma sempre prudenti, quelle comuni della gente, che ogni volta si meraviglia di qualcosa che non potendo essere spiegato resta sospeso tra il materiale e l'etereo, del bambino che mai aveva assistito a qualcosa di simile, del forestiero che era stato invitato dall'amico amasenese ad assistere a quello che effettivamente è stato uno "spettacolo" unico nel suo genere.
In mattinata una messa alla presenza di ospiti illustri ha ricordato che quello della sera prima è accaduto davvero tra i colori vivaci della notte agostana e amasenese. Poi c'è stata la tradizionale fiera e le ore sono trascorse tranquille fino a sera, nella calura estiva, quando un'orchestra nella gremita piazza XI febbraio ha fatto risuonare le note della canzone classica romana e napoletana, creando stavolta un'atmosfera non sacra ma di certo emozionante. Il clima di festa che avvolge il paese nei giorni successivi, che fa uscire la gente alla ricerca di allegria e amicizia è, a suo modo un miracolo, in tempi in cui non è sempre facile stare uniti insieme a causa delle difficoltà, delle incomprensioni e delle diversità.
Ad Amaseno tra il 9 ed il 10 agosto si sta sereni, si vive in una sorta di bolla, nell'illusione fanciullesca che ciò possa protrarsi per tutto il resto dell'anno.
Sì, ad Amaseno, si "annusa" un'atmosfera diversa il giorno dopo il prodigio e la suggestiva e partecipata processione che attraversa i vicoli del paese. E forse san Lorenzo, la sua storia e il suo prodigio rappresentano anche questo: una speranza di serenità.