"Chi non paga fa pagare tutti di più": questo il messaggio principale della campagna informativa di Acea Ato 5, che ieri ha lanciato la stagione della "tolleranza zero" nei confronti dei morosi e degli abusivi. Stefano Magini, presidente di Acea Ato 5, è stato categorico: «Circa il 40% della tariffa dipende dalla morosità e dall'abusivismo». E nel corso di una conferenza stampa ha illustrato numeri e strategie del gestore del servizio idrico. Con lui l'ingegner Alessandro Zanobini (Acea Ato 5), Salvo Buzzanca (ufficio stampa di Acea spa) e Tiziana Flaviani, responsabile advertising, brand, image ed eventi di Acea spa.

Si volta pagina
Stefano Magini ha detto: «Il 20 giugno scorso sono trascorsi i primi 15 anni della gestione di Acea Ato 5. All'insegna di conflitti perenni con l'Autorità d'ambito. Adesso si apre una fase nuova.
Intanto stiamo lavorando ad una tariffa condivisa e la illustreremo sia alla Sto che all'Otuc. Dico subito che la tariffa non aumenterà. Poi abbiamo inviato una lettera all'Ato, dicendoci disponibili ad un tavolo di conciliazione per affrontare tutti i contenziosi. Un tavolo di conciliazione che potrebbe essere composto da tre persone: uno indicato dal gestore, uno dall'Autorità e uno da un ente terzo, che potrebbe essere l'Università».

I numeri di Acea Ato 5
Il bilancio 2017 si chiude con una perdita netta di 5,3 milioni, mentre l'indebitamento nei confronti di Acea spa è pari a 187,3 milioni. Magini ha spiegato: «Significa che senza questa somma messa sul piatto da Acea spa non si sarebbero potuti garantire servizi e investimenti in questo territorio». Investimenti che sono cresciuti negli anni: dai 9 milioni del 2014 ai circa 39 del 2017. Mentre, gli interventi di manutenzione sulla rete idrica sono stati 9.978 nel 2017 e 4.339 nel primo semestre 2018. Ma è sugli investimenti fino al 2032 che si è soffermata l'attenzione. Perché per la messa in sicurezza dell'infrastruttura ed il raggiungimento di performance adeguate occorrono 585 milioni di euro. Acea Ato 5 deve mettere in campo risorse integrative pari a 217 milioni di euro.
Ma come finanziare gli investimenti? Attraverso una richiesta fondi del Piano nazionale di interventi nel settore idrico e con un'istanza di perequazione finanziaria. Per esempio, attraverso una relazione trasmessa da Arera al Mise, emerge che sono stati individuati quattro interventi necessari e urgenti ai fini della definizione della sezione "acquedotti" del piano nazionale. Per un totale di 16 milioni di euro.

Morosità e abusivismo
La morosità reale è pari al 20%, fronte di una morosità riconosciuta in tariffa pari al 7%. Parliamo di 3 milioni di euro all'anno. Al 30 giugno scorso Acea Ato 5 ha un credito verso gli utenti pari a 108 milioni di euro. Inoltre, su un territorio di mezzo milione di abitanti, le utenze risultano essere 186.000. Per fare un paragone con Umbra, in quel contesto, con lo stesso numero di abitanti, le utenze sono 231.000.
Dal punto di vista tecnico Acea Ato 5 ha effettuato uno studio parametrato su vari fattori per analizzare le aree dove si concentrano le perdite amministrative Ma è il combinato disposto tra utenze e abitanti a dare un'idea della situazione. Più larga è la forbice, più si accende la "spia" di possibili allacci abusivi, che quindi mancano all'appello ufficiale. Nell'area di Cassino, a fronte di 50.000 abitanti, le utenze sono 18.000.
In quella di Ferentino-Fiuggi, 53.000 abitanti e 25.000 utenze. Mentre nell'area di Frosinone 61.000 abitanti e 25.000 utenze. Sora-Boville Ernica: 67.000 abitanti e 29.000 utenze. Veroli-Alatri: 52.000 abitanti e 18.000 utenze. Pontecorvo-Esperia: 46.000 abitanti e 17.000 utenze. Stefano Magini ha notato: «Il 60% delle perdite è aggredibile con lavori in infrastruttura, ma il salto di classe può essere ottenuto solo lavorando anche sui volumi non letti».

I possibili risparmi
Quanto si risparmierebbe se tutti gli abusivi pagassero la bolletta? Il dato di partenza è quello reale: 20 milioni di metri cubi. Se si arrivasse a 25 milioni ci sarebbe un abbattimento del 6,93%. Con 30 milioni del 20,63%, con 35 del 31,09%. Insomma, circa il 40% della tariffa dipende dalla morosità e dall'abusivismo. Acea Ato 5 ha annunciato azioni incisive contro questi due fenomeni. Oltre ad una campagna di regolarizzazione.

Le strategie di Magini
Il presidente di Acea Ato 5 Stefano Magini non si è nascosto. Argomentando: «Vogliamo chiudere la stagione dei contenziosi con una nuova tariffa condivisa e con gli investimenti. Da due anni mettiamo in campo 40 milioni di euro. La morosità indubbiamente rappresenta la nota dolente. Il ragionamento è semplice: l'inevaso è il doppio del fatturato annuo. E poi qualcuno ha ancora il coraggio di dire che siamo noi quelli che vessiamo? Anche l'abusivismo va combattuto con decisione: 15 milioni di metri cubi "usufruiscono"del servizio senza pagare. Ricordo che il gestore ha diritto alla copertura integrale dei costi che sostiene.
Quello che più di qualcuno sottrae, lo pagano in più gli altri, i cittadini onesti. E questa distorsione non può continuare a gravare sulle persone corrette. Ci stiamo già muovendo.
Abbiamo intenzione di ragionare sul fronte delle regolarizzazioni possibili, che anzi auspichiamo. Dico però di non prendere per buoni consigli sbagliati: gli allacci abusivi costituiscono un reato penale, un furto.
E negli ultimi tempi ci sono state sentenze con condanne fino a sei mesi. Aggiungo altresì che i numeri che abbiamo illustrato non tengono conto del "sommerso", che è notevole».

La tariffa non aumenta
Ha rilevato Magini: «Nella redazione della nuova proposta tariffaria abbiamo guardato con attenzione a categorie importanti. Penso agli allevatori e agli albergatori. Siamo ancora in fase di definizione, ma posso dire che la tariffa non aumenterà». Ma cosa succede se Acea scova allacci abusivi? Ha detto Magini: «Mi auguro che gli utenti ci tolgano dall'imbarazzo. Noi vogliamo un cambio di marcia. Se però troviamo un abusivo, non possiamo far altro che denunciare. In questi anni, dopo che l'assemblea dei sindaci aveva votato la risoluzione (annullata dal Tar) abbiamo investito circa 100 milioni.
Questa è stata la nostra risposta». Contemporaneamente è partita la campagna informativa e di sensibilizzazione di Acea Ato 5 in provincia. Il dado è tratto.