A quaranta giorni dall'investor day di Balocco, Fca conferma ai sindacati che produrrà in Italia nove degli undici modelli previsti dal piano industriale per l'Europa e assicura che questo permetterà di raggiungere la piena occupazione entro la scadenza degli ammortizzatori sociali negli stabilimenti ancora in sofferenza. L'annuncio è avvenuto al Lingotto di Torino nel corso dell'incontro con il Comitato Aziendale Europeo (Cae), che rappresenta gli oltre 80.600 dipendenti del Gruppo. Presenti, ovviamente, anche i rappresentanti dello stabilimento ciociaro.

Ebbene: cosa significa questo per Cassino? Nella sostanza dei fatti non aggiunge nulla di ufficiale a quello che sembrava chiaro già alla vigilia del primo giugno, e cioè che un terzo dei nove modelli da produrre in Italia dovrebbero essere appannaggio della fabbrica ai piedi dell'Abbazia: un grande Suv della Maserati da mettere sul mercato già nel 2019 e, a seguire, un Suv più piccolo di Stelvio, a marchio Alfa, e a concludere la rinascita del Biscione avvenuta nel 2015 con Giulia dovrebbe essere, nel 2020, l'ammiraglia di segmento E, che negli ambienti di Fca già tutti chiamano Alfetta. Ma, appunto, siamo ancora nel campo delle ipotesi, delle in discrezioni e dei forse. Per l'ufficialità che per il territorio potrebbe significare fare nuove assunzioni bisogna ancora attendere.

Per questo la reazione dei sindacati è abbastanza tiepida. «La riunione del Comitato aziendale europeo di Fca conferma quanto esposto nella presentazione del piano industriale. Quello che occorre chiarire sono le tempistiche e i dettagli di assegnazione delle nuove produzioni in Italia che auspichiamo possano dare una prospettiva positiva a tutti i lavoratori attualmente al lavoro, superando le aree di cassa integrazione e di utilizzo degli ammortizzatori sociali», taglia corto Roberto Di Maulo della Fismic.
Dalla Fiom si alza la voce del coordinatore Michele De Palma, che chiama in causa il ministro Di Maio chiedendo un vertice al Mise con azienda e sindacati.
A proposito di ministero,la Uilm chiede di rivedere i vincoli del jobs act, mentre la Fim-Cisl prova a vedere il bicchiere mezzo pieno: «Entro un anno Mirafiori e Pomigliano avranno un nuovo modello. È un elemento di rassicurazione, sarà nostra cura monitorare nei prossimi mesi lo stato di avanzamento del piano», commenta Ferdinando Uliano. E intanto, sempre per quel che riguarda Fca, il 27 settembre si terrà la cerimonia di premiazione del concorso I AM FCA, giunto alla terza edizione, e che vede protagonisti gli studenti delle Università italiane dove hanno sede gli stabilimenti, quindi anche Cassino. L'evento si terrà nel Dipartimento di Economia dell'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli".