Sempre più imprese straniere nel capoluogo e in tutta la provincia di Frosinone. Numero in costante crescita analizzando i numeri forniti dalla Camera di Commercio. Le statistiche sono riferite agli ultimi cinque: 2013-2018 (per l'anno in corso i dati riguardano il trimestre gennaio-marzo). In questo lasso di tempo, a livello provinciale, le aziende straniere, sia facenti parte dell'Unione Europea che extracomunitarie, sono passate da 2.470 a 2.852 con un aumento, dunque, pari a 382. Su base comunale, invece, l'aumento è stato, in cinque anni, di 84 imprese: dalle 295 registrate nel 2013 si è passati alle 336 per l'anno corrente. Stando ai dati del 2018, a Frosinone, le imprese straniere sono così suddivide: 70 comunitarie, 266 extra Unione Europea.

L'analisi provinciale
Delle 2.852 imprese straniere presenti in Ciociaria, una fetta importante del numero, 1.170, è riservata a quelle che, guidate da soggetti extracomunitari, lavorano nel settore del commercio all'ingrosso e al dettaglio. Di queste 995 sono composte da un addetto, 154 quelle che vedono, invece, dalle 2 alle 5 persone. Nel 2013, 2.470 aziende straniere presenti in Ciociaria, nello stesso settore erano impegnate 955 imprese extracomunitarie. Per quanto concerne, invece, le aziende che fanno riferimento a nazionalità comunitarie nel 2013 erano 867. Due, qui, i rami principali che prendono la porzione maggiore del dato complessivo:uno riguardante il settore del commercio (ingrosso e dettaglio) con 223 attività di cui 57con 2-5 addetti operanti; un altro nel comparto delle costruzioni con 243 aziende nell'intero territorio provinciale di cui 57 per la stessa classe di addetti. Nel primo trimestre del 2018 sono 919 le attività comunitarie registrate su un totale di 2.852. Anche qui i settori maggiormente presenti sono quelli del commercio e delle costruzioni.

Nel capoluogo
Dal 2013 a marzo 2018, come asserito in precedenza, è stato registrato un aumento, sia di nazionalità comunitaria che extracomunitaria, pari a 84 attività. A Frosinone, principalmente, sono presenti aziende di nazionalità extra Unione Europea: 266 su 336. La parte principale, anche qui, è quella del commercio all'ingrosso e al dettaglio: 107 attività con un addetto, 27 con 2-5 addetti, 6 con 6-9 addetti e una con 10-19 addetti. Nel 2013, per il comparto del commercio, erano 80 le imprese straniere extracomunitarie con un addetto. Per quel che concerne le cessazioni: 24 quelle di cinque anni fa. Otto quelle registrate complessivamente nel primo trimestre dell'anno corrente.

La panoramica
In Italia, stando a dati elaborati da Unioncamere, le aziende straniere crescono quasi cinque volte più della media. Andando, quindi, controcorrente a un periodo di crisi.Una realtà ormai nel tessuto imprenditoriale italiano e che alla fine dello scorso anno ha raggiunto le 590.000 aziende (9,6% delle imprese registrate nel Paese). Nel corso del 2017, infatti, il loro numero è cresciuto in modo esponenziale di 19.197 unità (il 42% dell'intero conto annuale di imprese), come risultato del saldo tra 57.657 aperture e 38.460 chiusure, corrispondente ad un tasso di crescita del 3,4% (contro lo 0,75% fatto registrare dall'imprenditoria italiana). La conferma dell'importanza di questo fenomeno si evidenzia osservando il rilievo del saldo di imprese di stranieri in alcune regioni tra Centro e Nord Italia: Toscana, Veneto, Liguria,Marche dove,senza il contributo di questa componente, il saldo regionale del 2017 sarebbe stato negativo. In altre regioni, Piemonte ed Emilia-Romagna, l'apporto dell'imprenditoria straniera non è riuscita a ribaltare il segno negativo del saldo complessivo, anche se ha attenuato il passivo. Sono questi, per quel che concerne l'aspetto nazionale, i dati più rilevanti dell'indagine condotta da Unioncamere e InfoCamere a partire dai dati del registro delle imprese delle Camere di commercio, sulla presenza in Italia di imprese guidate da persone nate all'estero.