Il mercato del lavoro nelle province italiane. Dall'indagine condotta dal centro studi Cna, Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola media impresa, emerge un quadro negativo per la provincia di Frosinone che si piazza all'ottantaduesimo posto (stessa percentuale di Nuoro) su centosette province del Paese con il 48,7% di tasso d'occupazione, dati relativi all'anno 2017, con un -0,5% rispetto al 2016. Nessuno nel Lazio, numeri alla mano, peggio della Ciociaria. Roma, sopra la media nazionale equivalente al 58%, con il 63,6% di occupati e una variazione positiva rispetto all'anno precedente dello 0,9%. La Capitale è al quarantaseiesimo posto. Sotto la media dello Stivale, invece, le altre province laziali: Viterbo, sessantanovesimo posto, con il 56,3% (variazione positiva dello 0,4%); Latina, due posizioni più in basso, con il 55,1% di tasso d'occupazione un segno più rispetto al 2016 dello 2,9%; Rieti si piazza, invece, al settantatreesimo posto con il 54,8% (variazione negativa dello 0,1%). La provincia di Frosinone è sotto la media nazionale anche per quel che concerne il tasso d'occupazione diviso per genere con una differenza del 23,2% tra uomini e donne.
La Ciociaria ha, relativamente ai dati elaborati e valevoli per l'anno 2017, il 60,3% di uomini occupati e il 37,1% di donne.
La media nazionale è più alta: 67,1% per gli uomini, 48,9% per le donne. Il 23,2% di gap tra i due generi nella provincia di Frosinone piazza la Ciociaria nella zona bassa della graduatoria: ottantacinquesimo posto. Peggio, nel Lazio, soltanto Latina come differenza di occupazione tra uomini e donne. La provincia pontina ha il 69% di occupati uomini e il 41% di donne (differenza del 28%). Sopra la media nazionale, rimanendo in Regione, Roma: 70,7% uomini, 56,8 donne.
Il gap inferiore tra i generi nel Lazio, è quello della provincia di Rieti: 12,9% considerando il fatto che l'occupazione maschile è al 61,2% e quella femminile al 48,3%. Per Viterbo, concludendo il quadro regionale, i numeri elaboratori sono i seguenti: 66,4% uomini, 46,1% donne (differenza pari al 20,3%).
La panoramica
Le conclusioni tratte dal centro studi Cna sul report evidenziano il fatto che «emerge un'Italia divisa in due: al Centro-Nord, in cui si trova la maggior parte delle province che hanno recuperato i livelli occupazionali pre-crisi, si contrappone il Mezzogiorno dove si rilevano ancora ritardi considerevoli nel recupero dei posti di lavoro. Complessivamente nel Centro-Nord si registrano tassi di occupazione più elevati e livelli di disoccupazione più contenuti. Questo divario trova conferma anche nel differenziale tra tasso di occupazione maschile e femminile, meno accentuato al Nord e più profondo al Sud.
I tassi di disoccupazione spiegano nel rapporto Sono diminuiti maggiormente nelle aree del paese in cui la disoccupazione era già mediamente più bassa. Si tratta delle province, localizzate principalmente al Nord, caratterizzate da livelli di produttività più elevati e dove le imprese hanno una maggiore capacità di attrazione e di creazione di posti di lavoro».