Quest'anno il problema dovrebbe essere alle spalle. Con la pioggia caduta nella prima parte dell'anno, il pericolo della siccità è, per il momento, allontanato. Eppure in molti non hanno dimenticato i sei mesi tra il marzo e il settembre dello scorso anno che hanno determinato un autentico stato di calamità legato proprio all'assenza di piovosità. È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto del ministero dell'Agricoltura con la dichiarazione «del carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi verificatisi nei territori della regione Lazio», la cui proposta era stata approvata dalla giunta regionale a fine anno. La Regione ha stimato un danno economico di 415.512.729 euro.
Il provvedimento, per la provincia di Frosinone, interessa 87 comuni, ovvero tutti tranne Amaseno, Morolo, Torre Cajetani e Villa Santo Stefano, per un danno valutato 37.675.635 euro. E ciò in ragione dei danni per le produzioni agricole. Nei documenti si dà atto che le prime precipitazioni significative sotto il profilo agronomico per la provincia di Frosinone, nel 2017, si sono avute a novembre. Rispetto ai due anni precedenti il calo della piovosità è stato del 25 e del 20%. Il dato è riferito alle stazioni meteorologiche dell'Arsial con cali consistenti ad Alatri, Anagni, Boville Ernica, Piglio, Pontecorvo e Sant'Elia, per citare alcuni centri. Quanto al capoluogo, secondo i dati dell'ufficio meteo comunale, nel 2017 si è avuto un calo delle precipitazioni del 40% rispetto alla norma con numeri particolarmente negativi anche a settembre e ottobre.
Finora nei quasi tre mesi e mezzo dell'anno è caduto il 58% della pioggia caduta nell'intero 2017. E infatti il bilancio annuale, per il momento, è superiore rispetto alla media annuale di 30 millimetri, nonostante un gennaio decisamente negativo. I danni si sono verificati sulle foraggere, ai cereali autunnali, vigneti, ulivi, frutteti. Ma oltre alla mancata pioggia, i danni sono stati determinati anche dalle altissime temperature estive. Per le foraggere (erbai, prati-pascoli) il disastro è stato totale, trattandosi di culture che non vengono irrigate.
I comuni che, secondo la relazione prodotta dalla Regione, sono stati maggiormente colpiti dalla siccità sono Alatri con danni per 1.341.162 euro, Anagni per 2.374.177, Arpino per 1.115.261, Cassino per 1.222.054, Ferentino per 1.014.691, Paliano per 1.474.927, Veroli per 1.890.752 e, soprattutto, Pontecorvo per 3.318.423. In quest'ultimo caso il danno riguarda in modo particolare foraggere, parti pascoli, mais, cereali, tabacco e olio. I contributi, in conto capitale, arrivano a coprire fino all'80 per cento del danno accertato sulla base della produzione lorda vendibile media ordinaria. Le domande possono essere inoltrate dalle imprese agricole titolari di partita Iva ed iscritte alla Camera di Commercio e che abbiano subito un danno non inferiore al 30% della produzione vendibile ordinaria. Le imprese in questioni possono presentare domanda entro 45 giorni dalla data di pubblicazione del decreto sulla Gazzetta ufficiale e, dunque, entro il 30 aprile.