Più che una moda. Il settore alimentare corre a velocità doppia degli altri settori. Frosinone non fa eccezione e segna un incremento delle attività che operano in questo settore. Un settore, dunque, in espansione dove una parte importante è dedicata anche ai servizi per la clientela. Per reggere la concorrenza e anche per diversificarsi sul mercato.
Tuttavia, rispetto ai livelli pre-crisi, per strada si è persa quasi al metà delle attività. Secondo il focus di Anticimex sull'industria alimentare del Lazio sono 3.804 le imprese attive nel settore dell'industria alimentare con il Lazio al settimo posto in Italia.
Di queste 530 sono di Frosinone, il secondo dato più alto della regione dopo Roma.
«Dal 2010 al 2107 scrive Anticimex l'industria manifatturiera laziale ha registrato un calo del numero di imprese attive del -7,6%, ma al suo interno esistono settori, come quello alimentare, che hanno saputo reagire: nel 2017 le imprese attive nell'industria alimentare del Lazio sono 3.804 (+1% sul 2016 e +7,9% sul 2010)».
A livello regionale Roma ha 2.181 imprese attive con una crescita, dal 2016 al 2017 dell'1,4%, Frosinone ne ha 530 con un più 1% in un anno, Latina 512 (stabile), Viterbo 392 (-1,8%) e Rieti 189 (+4,4%)».
Negli ultimi quattro anni il dato della Ciociaria, secondo i dati di Infocamere-Movimeprese, è rimasto comunque stabile. Nel 2014, infatti, le imprese attive nel settore alimentare erano 526, quindi sono aumentate di un'unità l'anno dopo per poi ridiscendere a 525 e salire, nel 2017, a 530.
Come nel resto del Lazio, rispetto al 2007 il trend è positivo: allora nel Frusinate le imprese attive erano 498, con una crescita, in sette anni, del 6,42%, un po' più bassa della media nazionale. Tuttavia, Frosinone è ancora molto lontana dal periodo pre-crisi. Nel 2007, infatti, le imprese attive nel settore alimentare (comprese quelle delle bevande, che nel 2017 pesano per 21 unità) erano 924 con 71 iscrizioni (l'anno scorso sono state appena 10)e 60 cessazioni (nel 2017 17). In termine percentuale il crollo è del 42,6%. In pratica il numero delle aziende attive nel settore alimentare si è quasi dimezzato. Tuttavia, chi opera nell'alimentare continua a concentrare grande attenzione sulla sicurezza alimentare. Aumentati i controlli delle forze dell'ordine, è aumentata la consapevolezza di chi fa questo mestiere.
«Nel 2017 scrive Anticmex gli interventi eseguiti contro i roditori che, oltre a essere portatori di malattie, possono anche provocare perdita di prodotto, danni agliimpianti edi reputazione, sono aumentati del +40% rispetto all'anno precedente, un dato superiore alla media nazionale (+11%). Le imprese più "virtuose" sono quelle della provincia di Viterbo (+192%) e Latina (+41%), seguite da Frosinone (+33%), Rieti (+30%) e Roma (+17%)». «Negli ultimi anni il settore alimentare ha confermato il suo ruolo strategico per il Paese, ponendo sempre più la salute del consumatore al centro della filiera», afferma Valeria Paradiso, responsabile tecnico di Anticimex Italia