L'ex Vdc non fa ancora gola a un possibile acquirente. Anche la seconda operazione di vendita, con un ribasso del 20% del prezzo inizialmente stabilito per la cessione dello storico sito, è andata deserta. Il 7 marzo, infatti, scadeva il termine, stabilito dal consorzio Asi, per la presentazione delle offerte per lo stabilimento di Anagni. Il prezzo a base d'asta era di 6.368.509,34.
Le offerte per essere valide non potevano essere inferiori di oltre un quarto rispetto al prezzo base. Un primo tentativo di vendita, rimasto anch'esso infruttuoso, c'era stato il 9 novembre 2017.
In quel caso, però, si partiva dal prezzo pieno, stimato dal professor Pierpaolo Balbo di Vinadio dell'università Sapienza di Roma in 7.960.636 euro. L'apertura delle buste con le offerte, prevista per mercoledì, a questo punto diventa inutile. Un secondo esperimento di vendita è però già fissato: la vendita avverrà il 24 aprile, mentre le offerte andranno depositate all'Asi entro il 18.
In questo caso il prezzo scenderà di un ulteriore 20% per attestarsi a 5.094.807 euro. Il presidente del consorzio Asi Francesco De Angelis non si scompone e dichiara: «Il nostro obiettivo è trovare un acquirente e favorire la reindustrializzazione del sito. Si tratta di un obiettivo percorribile».
Viste anche le cifre è plausibile che eventuali investitori aspettino che il prezzo si abbassi ulteriormente prima di fare un'offerta. «I primi due tentativi sono andati -continua De Angelis- vedremo adesso il terzo. Ma penso che alla fine riusciremo a venderla. Fino alla fine, senza tentennamenti, lavoreremo per portare in porto l'operazione» Qualche timido interesse c'era stato, ma non si è concretizzato. «O si risponde al bando o non si risponde, al momento non abbiamo avuto nessuno, ma noi continuiamo» afferma il presidente del consorzio. Il quale, però, sulle eventuali ricadute occupazionali non si sbilancia. «Dipenderà dal progetto di industrializzazione conclude Parliamo pur sempre di oltre centomila metri quadrati. Io la vedo una buona occasione di lavoro». Ora l'ulteriore riduzione del 20% potrebbe essere il viatico della vendita per far ripartire lo storico stabilimento di Anagni. Dopo anni di lotte e di cocenti delusioni, i lavoratori speriamo che le porte del sito possano tornare finalmente a riaprirsi. La risposta la darà solo il mercato. Sperando che la volta buona sarà ad aprile. Altrimenti ci vorrà un nuovo bando.