Il paese ernico esulta per la nomina del suo cittadino onorario Giorgio Lattanzi, che è stato eletto nuovo presidente della Corte Costituzionale dopo votazione del collegio dei giudici con 12 voti e una scheda bianca. Il neo presidente rimarrà in carica un anno e nove mesi, fino al 9 dicembre 2019, quando scadrà il suo mandato di giudice costituzionale.
Plauso del sindaco Guerriero
Uno dei primi a sapere la notizia è stato il sindaco di Vico nel Lazio Claudio Guerriero. «Come primo cittadino e amico di Giorgio Lattanzi - sottolinea il sindaco - sono felicissimo di questa sua nomina che rende orgogliosa l'intera comunità di Vico. Ricordo che negli anni passati abbiamo dimostrato grande vicinanza a questa figura attribuinedogli il riconoscimento del Premio Vico e soprattutto nel 2012 dandogli la cittadinanza onoraria. La sua storia è legata alla nostra comunità anche e soprattutto per la figura del papà, Giuseppe, al quale abbiamo intitolato la biblioteca. Inoltre ogni estate trascorre un periodo di vacanza nella casa dei suoi cari e questo ci fa sempre molto piacere». Lattanzi è nato a Roma 79 anni e come ricordato dal sindaco torna spesso in paese dove trascorre tranquilli fine settimana e lunghi periodi estivi. Scorrendo brevemente il suo curriculum dopo già una brillante carriera sempre nell'ambito legislativo dal 1985 è entrato nei ruoli della Suprema Corte di Cassazione. Ha maturato esperienze a livello legislativo in diverse fasi, assumendo compiti nell'ufficio legislativo del ministero della Giustizia, collaborando anche alla redazione del nuovo codice di procedura penale. Poi dal 2010 è stato giudice costituzionale, vicepresidente dal 2014 e vicepresidente vicario dal 24 febbraio del 2016. Ora dopo due anni la prestigiosa nomina. «Ora - conclude Guerriero - dopo avergli fatto le mie più sentite congratulazioni la prima cosa che gli chiederò è di venirci a trovare. E questa volta non come giudice della Corte Costituzionale, ma come presidente della Corte Costituzionale. Una delle cariche più alte del nostro Stato».