L'Amministrazione Ottaviani ci crede e insiste: il palazzo che un tempo ospitava la Banca d'Italia deve diventare la sede di rappresentanza del Comune e, a questo scopo, a metà della prossima l'assessore al patrimonio, Pasquale Cirillo, sarà a Roma, presso il Dipartimento Immobili e Appalti proprio per discutere del futuro del palazzo di via del Plebiscito. Dopo i primi contatti epistolari che ci sono stati nell'ottobre dello scorso anno, l'operazione ha subito negli ultimi tempi un'accelerata. L'assessore al patrimonio Pasquale Cirillo ha, infatti, avviato una trattativa diretta con la direzione dell'istituto di via Nazionale per trovare una soluzione che sia congeniale e vantaggiosa per entrambi gli enti. Da Roma è stata dimostrata ampia disponibilità a discutere sul destino del palazzo di via del Plebiscito tanto che sul tavolo è stato messo un ventaglio di opzioni per le quali si stanno valutando vantaggi e svantaggi per convergere su una. Certo è che il Comune è determinato ad avere la disponibilità dell'immobile e che la Banca d'Italia è propensa a riattivare la gestione. Il palazzo è stato inserito, tra quelli storici da recuperare, nel piano di gestione "Frosinone Alta" portato avanti dall'assessorato al centro storico per il quale ha la delega Rossella Testa, e nelle intenzioni dell'amministrazione Ottaviani lì potrebbero trovare posto, compatibilmente con la grandezza degli spazi e degli ambienti, gli uffici di rappresentanza del sindaco, degli assessorati, quelli dei gruppi consiliari, l'aula consiliare e l'archivio storico comunale. Il palazzo, in passato, è stato valutato circa dieci milioni di euro, una cifra ampiamente fuori della portata delle casse del Comune di Frosinone per un eventuale acquisto, poiché l'ente è ancora alle prese con un piano di rientro dei debiti di oltre cinquanta milioni di euro. La soluzione più congeniale sarebbe stata quella di un comodato d'uso gratuito, ma sul punto via Nazionale ha fatto già sapere che non è molto interessata, ma la porta non è definitivamente chiusa. A ottobre scorso, infatti, il Comune di Frosinone aveva spedito una missiva nella quale c'era scritto che «in relazione a quanto appreso dal vostro sito web in ordine all'elenco delle vendite immobiliari, tenuto conto della vostra disponibilità a valutare altresì proposte e manifestazioni di interesse alla locazione o al comodato, con la presente si significa l'interesse da parte del Comune di Frosinone alla stipula di un contratto di comodato per l'immobile sito in via del Plebiscito a Frosinone». Subito la Banca d'Italia aveva fatto sapere che «è intendimento della Banca alla vendita o in subordine alla locazione dell'immobile». Le soluzioni prospettate vanno nel senso di soddisfare le aspettative di entrambi i contraenti, ma sul contenuto specifico vige ancora il massimo riserbo. Di più se ne dovrebbe sapere a breve, ma si pensa anche a una locazione, magari agevolata. «Abbiamo iniziato una trattativa importante e positiva con Banca d'Italia - ci ha detto l'assessore al patrimonio Pasquale Cirillo - e contiamo di raggiungere un risultato che sarebbe storico per la città. L'immobile di via del Plebiscito si trova in una posizione dominante e suggestiva ed è uno dei palazzi più belli di Frosinone, sicuramente tra i più degni per poter ospitare gli uffici di rappresentanza dell'ente che storicamente, a parte l'epoca di palazzo Berardi a piazza della Libertà, ha avuto sedi non sempre all'altezza del proprio blasone». Inoltre, cosa di non poco conto, si riattiverebbe un punto di grande importanza del centro storico tanto che il piano di gestione di "Frosinone Alta" ha individuato la sede della ex Banca d'Italia come uno degli elementi che possono veicolare la ripresa della parte antica del capoluogo. Costruito a partire dal 1854 sul sito dell'antica chiesa di Santa Lucia, il palazzo, che fino alla chiusura, il 10 ottobre 2008, ha ospitato gli uffici della Banca d'Italia, fu fino alla seconda guerra mondiale la caserma dei reali carabinieri. In precedenza era stato anche sede dei gendarmi pontifici. Il basamento è quello originario mentre i piani sopraelevati sono stati ricostruiti dopo il secondo conflitto bellico mondiale, essendo stato il palazzo pesantemente danneggiato dai bombardamenti come la quasi totalità degli immobili di Frosinone. Primache diventasse sede della Banca d'Italia ha ospitato ancora per qualche periodo gli uffici del comando provinciale dei carabinieri. Oggi si spera che possa diventare la sede di rappresentanza del Comune di Frosinone.