Mercoledì scorso il delegato Alessandro Savoni ha reso noto ai membri della Commissione Ambiente che «sono arrivati i risultati delle analisi fatte lo scorso 5 novembre dall'Arpa Lazio nei pressi del punto di scarico del depuratore di Colle San Paolo e, confermando appieno il generale quadro critico, non è escluso che vengano applicate sanzioni». A chiedere informazioni era stato l'oppositore Pino Malizia, dopo aver lamentato la forte "puzza" riavvertita ultimamente nel circondario. Il consigliere di minoranza Filippo Misserville, intanto, ha «richiesto comunica i dati trasmessi al Comune e li ho consegnati agli amici del Centro studi Tolerus, che sapranno farne buon uso», a partire dalla loro divulgazione a mezzo stampa.
«Si apprezza senz'altro il fatto sottolinea, poi, lo stesso Misserville che quando sindaco, consiglieri e associazioni ambientaliste scelgono di andare nella stessa direzione, con meno annunci pubblicitari e più coraggio, riescono a ottenere le risposte che la città pretende». Di seguito quanto emerso dopo l'intervento dell'Arpa richiesto allora dal sindaco Caligiore per via dei malori e delle segnalazioni di alcuni cittadini transitanti lungo un nauseabondo Sacco.
Acque reflue
«In relazione allo scarico Nrg 2900 scrive l'Arpa verrà redatto verbale di accertamento di violazione sanzionata in via amministrativa» a carico di AeA e Consorzio Asi, gestore e proprietario dell'impianto di depurazione. Gli esiti del campionamento nella vasca del pozzetto di ispezione, infatti evidenziano il superamento dei valori-limite di fosforo totale e azoto totale. Rispettivamente 5.7 e 13.7 milligrammi per litro invece di 1 e 10. Sforata poi la soglia del batterio "escherichia coli", indicatore primario di contaminazione fecale, e analoga a quella nel pozzetto la composizione rilevata nel seguente collettore di scarico. Tuttavia, dalla AeA chiariscono che al di là degli sforamenti l'impianto non è responsabile dell'i n q u i n a m e nto del fiume.
Acque superficiali
Emblematiche le conclusioni dell'Arpa tratte dai risultati dei prelievi a valle e a monte del punto di scarico del depuratore Asi.
«Non hanno evidenziato attesta l'Agenzia regionale per la protezione ambientale situazioni di maggiore contaminazione rispetto a quella propria dello specifico corso d'a cqua anche se le concentrazioni dei parametri analizzati non sono riconducibili a quelle delle acque naturali». A monte, oltre ai già citati azoto, fosforo e indicatori di contaminazione fecale, erano sotto soglia ma alti, soprattutto, i valori di arsenico, nichel, zinco e cromo totale. Vari metalli tra i già noti contaminati, oramai dati per scontati.