Danilo Diana di professione fa lo chef. Attualmente lavora all'aeroporto di Fiumicino come cuoco di prima presso la società "Lsg Sky Chefs". Ha un pallino: far conoscere la cucina italiana all'estero. Lui è di Ceccano, un diploma dell'istituto alberghiero di Cassino ed è iscritto alla Federazione professionali cuochi italiani. Per esportare la cultura gastronomica oltreoceano ha creato l'associazione Amici del Messico di cui lui è vicepresidente. Presidente è la moglie Margarita Rodriguez Herrara. «È una missione per me e mia moglie far incontrare queste due culture culinarie e far conoscere oltreoceano la nostra cucina», racconta con l'enfasi di chi si sente investito da una "missione". E, a fine novembre, in occasione della seconda settimana della cucina italiana nel mondo è stato a Tlexcala e Puebla dove ha organizzato corsi, menù ed eventi tricolore. E con la giusta dose d'orgoglio rimarca che la sua associazione «è stata l'unica italiana a partecipare. Un onore per noi». E, ovviamente, è stata «un'emozione trasmettere la mia esperienza culinaria a chi, nel mondo, ama la cucina ciociara e romana. E poi la soddisfazione di lavorare con il gruppo di "cucina italiana", i miei "chef" continuano a realizzare le ricette che ho insegnato loro e si sfidano anche a colpi di foto. Ne sono fiero».
Per Danilo sono stati sei giorni colmi di lavoro, viaggi e tante soddisfazioni. «Prima a Tlaxcala dove una grande mano mi è stata data dallo chef Fabrizio Costantini e poi a Puebla presso l'associazione Dante Alighieri del mio amico e collaboratore del progetto, Salvatore Falco, che ringrazio». Non poteva mancare un grazie alla presidente dell'associazione Amici del Messico, Margarita Rodriguez Herrera, che «in questi 13 anni di attività mi ha sempre sostenuto con la sua esperienza e poi, perché no? Un grazie a me sempre alla ricerca di nuove esperienze».
E poi l'emozione dell'incontro con la gente, con il Messico e soprattutto con gli italiani che in quella terra vivono. È a loro che è stata consegnata una targa partita direttamente dal comune di Ceccano. Danilo l'ha messa nelle mani all'ambasciatore italiano in Messico Luigi Maccotta: «Anche questa è stata una grande emozione, donare simbolicamente a questa meravigliosa terra d'oltreoceano il "cuore"della mia città, della Ciociaria». Centinaia di persone hanno partecipato agli eventi organizzati in collaborazione con l'Ambasciata italiana in Messico e il Ministero degli esteri, ma anche con l'associazione Dante Alighieri. Sono stati una trentina i ristoranti italiani che hanno reso omaggio alla cucina italiana dal 20 al 26 novembre. Ma la missione in Messico di Danilo, di sua moglie e della loro associazione ha prodotto anche numerosi contatti con le aziende italiane che, oltreoceano, si occupano di gastronomia. «Noi ce la stiamo mettendo tutta e ci crediamo». Le collaborazione proficue, quelle che magari durano per anni, nascono così. Da uno scambio di conoscenze, di professionalità, di amore per il territorio e per i prodotti che esso genera rigogliosi e capaci di unire culture diverse in un percorso di condivisione, fatto di identità che si incontrano per arricchirsi reciprocamente.