Una risposta concreta a un bisogno primario. Una mano verso chi sta vivendo un momento difficile della vita.
Aumentano i poveri, soprattutto italiani. Ma a loro il grande aiuto di chi sa bene che c'è più gioia nel dare che nel ricevere.
E dedicano il loro tempo, il loro altruismo e soprattutto fanno sentire il calore di una vera e propria famiglia a quanti sono ospiti della mensa diocesana di Frosinone. Un servizio di cui il territorio diocesano era sprovvisto fino a tre anni fa.
Il 10 dicembre del 2014, infatti, la grande realtà è stata inaugurata in viale Mazzini (ex ospedale), nei locali messi a disposizione della Asl. Un servizio animato dai volontari della comunità di Sant'Egidio. La mensa è attiva a cena due volte la settimana, nei giorni di mercoledì e venerdì. In questi anni si sono rivolte alla struttura circa 300 persone, diversi stranieri, ma in maggioranza di nazionalità italiana, 80% circa, di cui alcune di passaggio.
Il quadro
Nel 2017 è aumentato il numero di persone presenti alla mensa, si è passati 40 a 70 (tanti italiani) nell'anno corrente, che cercano oltre al cibo, anche conforto, sostegno e amicizia, come una famiglia. Serviti a tavola, i poveri possono contare su una rete di sostegno per ridurre la solitudine, per ricreare relazioni umane. Tra le persone che vengono alla mensa, alcune arrivano spontaneamente, altre sono segnalate dai servizi sociali, dai centri di ascolto, della Caritas, dalle parrocchie e dagli stessi volontari. Spesso hanno difficoltà a raggiungere il centro, così sono aiutati dalle confraternite e dalla Caritas.
Una bella realtà anche per ipiù piccoli. Tanti, infatti, i bambini con le loro famiglie. All'interno della mensa, nella sala di attesa, vista appunto la presenza di tanti giovanissimi, i volontari si alternano per momenti di gioco e di divertimento, o anche di aiuto per i compiti. La tipologia degli ospiti Le persone che raggiungo la struttura sono in gran parte uomini, molti dei quali la frequentano per brevi periodi, in quanto la disoccupazione li porta a spostarsi per cercare lavoro. Tra di loro, nel tempo, qualcuno ha trovato un impiego. Altri, anche grazie all'aiuto dei volontari, sono riusciti a riallacciare rapporti con famiglia.
Tra queste persone, molte sono separate o rimaste sole e questo fa scattare il meccanismo di impoverimento.
È allarmante la presenza abbondante di nuclei familiari, con bambini e giovani.