Oltre trentaseimila residenti in aree a rischio frana elevata e molto elevata. E altri diecimila soggetti ad alluvione media ed elevata. La provincia di Frosinone resta un territorio fortemente penalizzato da questo punto di vista. Lo dice l'Ispra, lo ribadisce ora anche Legambiente con Ecosistema rischio.
Smottamenti e alluvioni sono fenomeni non estranei a un territorio che, anche negli ultimi anni, è stato bersagliato da eventi estremi. Secondo Legambiente negli ultimi tre anni le regioni che sono state colpite da alluvioni e frane sono state 18, con 56 stati d'emergenza dichiarati, 7,6 miliardi di danni, di cui appena il 10% è stato stanziato. Della serie se investire in prevenzione costa meno, intervenire quando ormai il danno è fatto porta a esborsi ingenti e non sempre sostenibili dalla pubblica amministrazione. In media ogni anno, infatti, lo Stato deve accollarsi 3,5 miliardi per risarcimenti e riparazioni dei danni. Per Legambiente finisce sotto accusa l'«uso scellerato del territorio». E, per di più, nota l'associazione ambientalista, il 9% dei comuni dichiara di aver edificato in aree a rischio negli ultimi dieci anni.
Frosinone e la provincia non fanno dunque eccezione. Nel capoluogo Legambiente segnala la presenza di industrie e case in aree a rischio idrogeologico, ma anche opere di mitigazione del rischio , di monitoraggio, di aggiornamento del piano d'emergenza. Recepito anche il sistema di allertamento regionale, mentre si svolgono esercitazioni rivolte alla popolazione. Nello studio sono stati considerati, sulla base delle risposte fornite, 16 comuni della Ciociaria. In tutto il Paese sono 1.930 i comuni classificati ad elevata criticità idrogeologica che hanno risposto all'indagine di Legambiente. Tuttavia, i dati confluiti nel rapporto sono 1.462, edulcorati da chi ha fornito risposte incomplete. Ovvero il 20% delle aree classificate ad elevata pericolosità idrogeologica.
Presentano abitazioni in aree a rischio idrogeologico Acuto, Alvito, Belmonte Castello, Castelliri, Coreno Ausonio, Piglio, Pontecorvo, San Vittore del Lazio, Serrone, Strangolagalli e Vico nel Lazio. Hanno industrie in aree a rischio Castelliri, Corerno Ausonio, Patrica, Pontecorvo, San Vittore del Lazio, Serrone e Strangolagalli. Hanno recepito il Pai, il piano di assetto idrogeologico, invece, Acuto, Belmonte Castello, Patrica, Piglio, Pontecorvo, San Vittore del Lazio, Sant'Ambrogio sul Garigliano, Serrone, Strangolagalli, Trivigliano e Vico nel Lazio. Strutture sensibili sono presenti a Castelliri, Pontecorvo e Serrone. Tra i comuni che hanno permesso di edificare in aree a rischio negli ultimi dieci anni ci sono Pontecorvo e Vico Nel Lazio. Interventi di manutenzione si registrano a Belmonte Castello, Castelliri, Patrica, Pontecorvo, Serrone, Strangolagalli e Vico nel Lazio. Interventi di mitigazione a Acuto, Alvito, Patrica, Piglio, Pontecorvo, Serrone e Strangolagalli. Il piano di emergenza e il conseguente aggiornamento risulta invece presente in tutti i comuni del Frusinate che hanno risposto ai quesiti di Legambiente.
Da un recente studio dell'Ispra, rilanciato dall'Istat, sono oltre 34.000 i residenti della provincia di Frosinone a vivere in aree a rischio molto elevato di frana più altri 2.178 in aree a rischio elevato. Sul fronte della pericolosità idraulica rischio massimo per 2.710 residenti e rischio medio per 7.556. I rischi di frana molto elevati coinvolgono 2.498 residenti a Cassino, 2.227 a Sora, 2.200 a Piedimonte San Germano, 1.843 ad Alatri, 1.748 a Veroli e 1.610 a Fiuggi. Rischi elevati, invece, per 743 persone ad Anagni, 298 a Sgurgola, 143 a Sora. A Frosinone sono 981 (molto elevato) e 112 (elevato).