Lo stabilimento Fca di Piedimonte San Germano traina l'intero gruppo automobilistico. I dati del terzo trimestre dell'anno, diffusi nei giorni scorsi da Marchionne, mettono in evidenza come la fabbrica ai piedi dell'Abbazia sia il vero motore del gruppo Fiat Chrysler. A parlare, con la loro forza intrinseca, sono - ancora una volta - i numeri: nella sostanza dei fatti le produzioni Alfa Romeo a Cassino si sono raddoppiate passando dalle 51.425 del 3° Trimestre 2016 alle attuali 100.985 unità rappresentante dal 75% dalle nuove Alfa Romeo.

Assunti 730 operai
A fare il punto sul sito pedemontano è la Fim-Cisl che con il segretario Mirko Marsella mette in evidenza: «Dopo 5 anni, nel mese di febbraio abbiamo posto fine all'uso di ammortizzatori sociali nello stabilimento di Cassino, raddoppiando la produzione. Se il 2016 ha rappresentato per Fca il rilancio del marchio Alfa Romeo e l'implementazione produttiva concreta del piano industriale del 2014-2018 - con i circa 5 miliardi destinati agli stabilimenti italiani - nei primi nove mesi 2017 le produzioni di Giulia e Stelvio con 100.985 hanno raddoppiato la produzione 2016 (51.425). Sono circa 730 i nuovi giovani assunti in somministrazione la quasi totalità - assicura il sindacato cislino - vedrà rinnovare il proprio contratto in scadenza . L'obiettivo che abbiamo come Fim-Cisl è di stabilizzarli entro la fine dell'anno in corso facendoli assumere a tempo indeterminato».

«La nostra azione sindacale - precisa Ferdinando Uliano segretario nazionale Fim-Cisl – ha impegnato Fca dal 2012 a portare investimenti significativi negli stabilimenti italiani che hanno consentito di rilanciare marchi importanti come Alfa Romeo, e di ottenere risultati importanti sul piano occupazionale e sulla redditività grazie al peso maggiore dei marchi premium».

Il 2017 per Cassino, dopo una lunga crisi che aveva messo in ginocchio le produzioni, è stato l'anno della svolta: è infatti terminata la cassa integrazione e sono partite le prime assunzioni. Altre se ne attendono nel 2018 quando, dopo Giulia e Stelvio, sulla catena di montaggio dovrebbe arrivare un nuovo modello dell'Alfa: il grande Suv, l'ammiraglia Alfetta e la Giulia coupè sono le ipotesi più accreditate. Ma Sergio Marchionne renderà noto il piano industriale solo entro fine anno: il territorio attende con il fiato sospeso e con la speranza di trovare sotto l'albero una nuova macchina per chiudere definitivamente l'era della crisi e delle produzioni annuali a sole due cifre.