La vittoria dell'amore, la vittoria di un diritto sacrosanto, quello di poter scegliere della propria vita. E per ottenere questo diritto la diciassettenne Olimpia ha dovuto attendere, dopo una lunga battaglia legale sostenuta dall'avvocato Tito Flagella, una sentenza del tribunale di Frosinone. Una decisione storica, la seconda in Italia, con la quale i giudici hanno consentito la rettifica dei dati anagrafici senza un preventivo intervento chirurgico, che non si esclude avverrà in futuro. Ovviamente l'attesa per la famiglia, in attesa della decisione, e la stessa ragazza è stata enorme e di forte emozione. Una storia lunga, difficile, nella quale Olimpia ha dovuto superare tante dure prove spesso scontrandosi con una realtà di provincia, ostile ai limiti del bullismo.

«È stato un anno duro, faticoso fisicamente e psicologicamente. Abbiamo lottato contro pregiudizi, cattiverie, burocrazia. Ti avevo promesso - commenta la mamma Mariella - che entro un anno avresti avuto quell'identità che ti è stata negata, che saresti stata finalmente tu. Ce l'abbiamo fatta anche prima del tempo. Oggi, finalmente, una sentenza del Tribunale di Frosinone ti ha riconosciuto tutti quei diritti che fino ad ora ti sono stati negati. Adesso finalmente il tuo nome sarà scritto sul registro di scuola, adesso i tuoi documenti rispecchieranno la tua vera identità! Sei stata forte, coraggiosa, tenace, mi hai dato forza quando ho avuto momenti in cui credevo di crollare. Adesso puoi cominciare a volare verso le mete che desideri! Sono doppiamente felice, perchè so che tu, la seconda ragazza minorenne in Italia ad ottenere questi riconoscimenti, sarai di esempio a chi verrà dopo di te! Benvenuta Olimpia, questa volta nessuno te lo potrà negare!».

E sul suo profilo Fb Olimpia ha voluto attendere la sentenza per esprimere il suo pensiero. «Oggi finisce il mio periodo di silenzio forzato. Finalmente posso tenere in mano la sentenza che sancisce che io sono una donna e che, nonostante la minore età, sono in grado di scegliere responsabilmente cosa fare del mio corpo. Non ho potuto esprimermi su questioni che mi hanno fatto rivoltare lo stomaco per paura che venisse contestata. Ma ora il silenzio è finito e sono in possesso di una sentenza storica. Voglio ringraziare le persone che finora mi hanno sostenuta, a partire da mia madre che si è fatta in quattro per permettermi di essere riconosciuta per ciò che sono nel più breve tempo possibile, andando contro tutte le persone che le intimavano di aspettare la mia maggiore età. Senza di lei non sarei neanche a metà dell'opera. Bruno che ha supportato e, soprattutto, sopportato entrambe. Mio padre che, nonostante la distanza, ha trovato l'avvocato più qualificato e mi è stato vicino. Valentina, Ada e tutte le mie amiche che mi fanno sentire la ragazza più fortunata del mondo!».

Intanto, la mamma annuncia la creazione di un'associazione per lottare per questi diritti, ma oggi è il giorno di Olimpia. Benvenuta nel mondo delle donne!