Una tempesta in un bicchier d'acqua. Ma anche stavolta il livello dello scontro si alza! Il curriculum di Benedetto Leone è finito tra i punti all'ordine del giorno del consiglio comunale del 29 settembre, su interrogazione della minoranza. Ma, dopo la conferenza dei capigruppo, la querelle sulla sua laurea e sull'utilizzo o meno di "dottore", è finita nella "discussione segreta" nell'assise del 29 settembre ai sensi dell'articolo 48 del regolamento. Per legge, chi resterà in aula ad ascoltare sarà legato anche al segreto d'ufficio. Benedetto Leone, al contrario vorrebbe affrontare l'argomento a viso aperto.

«Io non ho alcun problema e tantomeno paura di discutere del mio Curriculum in una seduta aperta del Consiglio Comunale. Sono abituato agli attacchi personali, che non hanno alcun vedere con la politica. Questa, La Politica, diceva Sandro Pertini, è un'arte nobile della nostra vita, e come tale deve essere svolta da Signori».

Il Presidente del Consiglio Comunale l'ha inserita all'ordine del giorno ma a porte chiuse, ora lei dice di volerla fare aperta. Ci sono frizioni tra di voi?
«Assolutamente no, il presidente del Consiglio svolge il suo ruolo nella veste di garante di tutti i consiglieri, e ha accolto una interrogazione dell'opposizione, l'ha considerata un fatto personale e come da regolamento questa va discussa a porte chiuse. Io l'ho appreso dalla convocazione. Ora sono io invece che lo invito a farlo a porte aperte. Se è stata ritenuta ricevibile una interrogazione su un aspetto privato di un assessore, allora non vedo il motivo per cui se ne debba discutere a porte chiuse. Io non ho problemi nè tantomeno voglio mettere in imbarazzo presidenza, sindaco e amministrazione comunale. Se è così importante per il consiglio comunale, se ne discuta a porte aperte, guardandoci negli occhi. Spero solo che il busto di Gaetano Di Biasio, esemplare sindaco della nostra città, che troneggia nell'aula consiliare, non perda l'equilibrio, nell'ascoltare il livello così basso nel quale è sceso il dibattito politico della città. Io mi girerò ad osservarlo per ricordarmi l'abisso che passa tra noi e quella generazione Politica».

Laurea o non laurea? È questo il dilemma...
«Il problema dell'opposizione, mi pare di capire dalla interrogazione, non è questo ma il titolo Dottore o Signore? Talmente imbarazzante questa interrogazione che la risposta è visibile sul sito del Comune, dove è pubblicato il mio Curriculum. Non c'e scritto da nessuna parte laurea, ma il percorso di studi che ho completato è all'Accademia della Pubblica Amministrazione della Fondazione Gari a Roma, e il corso di specializzazione in amministrazione pubblica digitale. E in questo campo, ho iniziato a lavorare a Roma, alla Gazzetta Amministrativa. Ma veramente alla città di Cassino interessa questo aspetto della mia vita?».

Il Consiglio Comunale è stato convocato per discutere punti delicati. E cadrà all'indomani dell'incontro decisivo tra sindaco e Corte dei Conti. In attesa del verdetto, cosa pensa della proposta di istituire la commissione per la verità sui debiti?
«Quanto può essere credibile una proposta del genere fatta anche da chi ha amministrato la nostra città in passato? Tra i proponenti ci sono consiglieri delle amministrazioni passate e qualcuno con decennale attività amministrativa. Non vorrei che alla fine la responsabilità di un debito di 69 milioni di euro ricada su Carlo Maria D'Alessandro, Sindaco di Cassino da soli 15 mesi, con un passato da cittadino comune. Quindi attenzione alla propaganda, la Politica deve trovare soluzioni non rincorrere i responsabili. Per questi ci sono le Autorità competenti che vanno investite per accertarne danni e responsabilità».