Quasi quattromila dipendenti e un bilancio annuo di 645 milioni di euro: la Asl di Frosinone resta "l'azienda più grande ed importante del territorio". Luigi Macchitella, commissario straordinario da novembre 2015, dice: «Un patrimonio da tutelare per il territorio, noi lo stiamo facendo con una gestione oculata». Macchitella risponde a tutte le domande di Ciociaria Oggi e all'intervista è presente il capo ufficio stampa della Asl Marco Ferrara.

Allora Macchitella, cosa intende per gestione oculata?
«Abbiamo ottenuto dei risparmi notevoli sulle modalità di acquisizione di beni e servizi. Faccio un esempio: soltanto la gara centralizzata per i beni economali ha fruttato un risparmio di 1,5 milioni di euro. E di operazioni del genere ne abbiamo fatte diverse. Trovando, in questo modo, le risorse per la manutenzione edile ordinaria e straordinaria (2,5 milioni di euro) per mettere mano alle strutture fatiscenti».

Lei ha puntato molto sul rinnovo dei macchinari.
«Quando sono arrivato c'e r ano 2 milioni di euro disponibili per l'acquisizione di attrezzature nuove. Non solo li abbiamo spesi tutti, ma abbiamo anche investito altre risorse. I macchinari più "giovani" hanno sette anni, molti altri venti anni e più. Troppi. Abbiamo acquistato degli ecografi nuovi, puntando pure su apparecchiature radiologiche all'avanguardia. Senza considerare la colonna laparoscopica in tre dimensioni ad Alatri. Entro il 2018 l'intero "parco macchine" della Asl sarà rinnovato».

Ma l'ospedale di Frosinone avrà mai il Dea di secondo livello?
«La modifica dell'Atto aziendale ha rappresentato un passo necessario per introdurre Unità Operative che non c'erano e che invece sono propedeutiche: l'emodinamica c'era già, noi abbiamo previsto la neurochirurgia e la radiologia interventistica. L'iter dei concorsi per la copertura dei posti è iniziato. Entro la fine dell'anno contiamo di chiudere le procedure del concorso per il primariato di neurochirurgia, reparto per il quale la Regione Lazio ha già previsto 8 posti. Indipendentemente dal riconoscimento del Dea di secondo livello, è evidente che tutto ciò migliorerà di molto l'o fferta sanitaria dell'ospedale di Frosinone».

Si continua a paventare il rischio di accorpamento della sanità ciociara a quella della provincia di Latina. L'ipotesi esiste?
«Quelle sull'accorpamento sono chiacchiere da bar. I fatti sono altri. Posso?».

Prego.
«Sul versante della prevenzione abbiamo messo in campo iniziative importanti. Acquistando 4 nuovi mammografi digitali, incrementando anche sia l'offerta che l'operatività per quanto riguarda le patologie del colon retto e della cervice uterina. Ottenendo risultati confortanti. E per quanto riguarda le fratture del femore, oggi la percentuale di intervento entro le prime 48 ore è del 70%. Nel 2015 i casi di intervento in questo lasso di tempo erano pochi. I dati sullo screening, nel periodo gennaio-maggio 2017 (meno di metà anno) sono ragguardevoli: 19.500 "inviti" per il colon retto su 77.000 richieste (33%), 27.000 su 46.000 (40%) per la cervice uterina, 18.000 su 33.000 (oltre il 50%) per quel che riguarda le mammografie. Insomma...».

Quanti medici ed infermieri servirebbero alla Asl di Frosinone?
«Anche su questo punto lo sforzo che abbiamo prodotto è notevole. Avviso di mobilità regionale per 130 infermieri: arriveremo alla copertura totale delle esigenze. Nel frattempo ci stiamo avvalendo della formula degli infermieri a partita iva. Per i medici stessa operazione della mobilità. Ma intanto abbiamo abbattuto del 70% il precariato. Su circa 200 ausiliari e coadiutori amministrativi precari, 120 sono stati assunti a tempo indeterminato. I medici precari sono circa 50: i vincitori di concorso sono stati assunti, per alcuni stiamo procedendo sulla scorta dei decreti regionali. Altri ancora dovranno partecipare ai concorsi banditi dalle singole Asl per posti riservati. Tutti gli altri parteciperanno al concorso riservato semplificato: il bando è stato fatto, attendiamo la nomina delle commissioni da parte della Regione. L'obiettivo è sanare tutte le situazioni dei medici precari (che naturalmente hanno diritto) entro i primi mesi del 2018. Infine, mi piace sottolineare la questione dei direttori delle unità operative complesse, quelli che un tempo si definivano primari. Stiamo andando avanti anche su questo settore: a Cassino, per esempio, per quanto riguarda "chirurgia generale" si stanno già vedendo risultati enormi. Debbo dire che riceviamo complimenti quotidianamente, ma la buona sanità fa meno notizia».

Senta Macchitella, ma lei cosa pensa quando sente pronunciare la frase: "la politica deve stare fuori dalla sanità"?
«Che magari la sanità stesse fuori dalla politica! Battute a parte, la sanità rappresenta il 90% del bilancio regionale e ha un'incidenza enorme sulla vita quotidiana delle persone. Le competenze della politica sulla materia della sanità ci sono, inutile nascondersi dietro un dito. Il punto vero è quando la politica vuole decidere su cose che non le competono: sull'organizzazione per esempio. Personalmente non ho mai avuto pressioni, non le ho subite e non le ho fatte. A noi, però, spetta un compito fondamentale: dare risposte».

Come definirebbe oggi la Asl di Frosinone?
«Competitiva e attrattiva».