Domani riaprono i cancelli dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano che produce i veicoli a marchio Alfa – Stelvio, Giulia e Giulietta – il Suv mette la freccia e sorpassa le tedesche. Nei primi sette mesi del 2017, la nuova Alfa Romeo Stelvio ha difatti conquistato più clienti della diretta concorrenza sul mercato automobilistico italiano. La media del Suv del Biscione ha fatto registrare 3.758 immatricolazioni, superando le 3.596 unità vendute di Audi Q5 e le 3.449 immatricolazioni di Mercedes-Benz Classe GLC, mentre il quantitativo di BMW X3 ammonta a 2.400 esemplari.

Inoltre - come riporta il blasonato portale online del Biscione - rispetto alla diretta concorrenza, è apprezzata anche nella versione a benzina, al momento disponibile con il motore 2.0 Turbo a quattro cilindri nelle declinazioni da 200 cavalli e 280 cavalli di potenza. Infatti, il 25% delle Alfa Romeo Stelvio vendute in Italia sono a benzina (pari a 934 esemplari), mentre il restante 75% è appannaggio dell'alimentazione diesel (pari a 2.824 unità). Anche la berlina Giulia non eguaglia la Alfa Romeo Stelvio nell'apprezzamento della motorizzazione a benzina, dato che il 93% degli esemplari immatricolati dal debutto fino al 31 luglio sono diesel.

In Italia circolano 11.204 esemplari di Alfa Romeo Giulia, venduti tra l'anno scorso e quest'anno, di cui 10.457 unità con l'alimentazione diesel. Quindi, gli esemplari di Giulia a benzina sono inferiori alle unità della Alfa Romeo Stelvio di pari alimentazione. La Alfa Romeo Stelvio potrà diventare la Suv media più venduta sul mercato italiano nel 2017, ma – mettono in guardia gli esperti del Biscione - dovrà fronteggiare il debutto della nuova BMW X3, giunta alla terza generazione e già considerata la rivale "Numero 1".

Intanto per le tute rosse che lunedì rientreranno al lavoro, c'è una nuova incognita sul futuro del marchio rinato come l'Araba fenice nello stabilimento Fca ai piedi dell'abbazia di Montecassino. Marchionne sta difatti valutando diverse opzioni, incluso un progetto che prevede la separazione dei marchi Maserati e Alfa Romeo e delle sue attività nei componenti. A sostenerlo è l'agenzia internazionale Bloomberg, che cita fonti vicine al dossier secondo cui una tale iniziativa «focalizzerebbe Fca sulle auto mass market rendendola più attraente per una possibile combinazione con un concorrente».

Una decisione finale è prevista non prima di inizio 2018, mentre la definizione dei tempi di attuazione resta incerta, rilevano le fonti finanziarie. Fca non ha voluto rilasciare commenti. Secondo gli analisti, aggiunge Bloomberg, le attività di auto di lusso di Fca potrebbero valore circa 7 miliardi di euro, mentre il valore di Magneti Marelli e degli altri componenti è stimato fino a 5 miliardi. Un'operazione che per ora vede un netto scetticismo da parte della Fiom-Cgil e anche Stamegna chiede che Fca resti italiana perché nel frattempo non si sopiscono le voci di un interesse dei cinesi per il Lingotto.

Secondo quanto riportato dal New York Times, Fca è in trattativa da mesi con alcune aziende cinesi su un potenziale investimento e altri accordi che includevano Ram e Jeep. Gli analisti di Morgan Stanley valutano Jeep circa 23 miliardi, ovvero più dell'intero valore di Borsa di Fca.