Mentre il settore dell'automotive grazie agli investimenti fatti da Marchionne con Alfa Romeo nello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano, gli altri due grandi settori che da sempre sono stati la forza della Provincia di Frosinone - ovvero commercio ed edilizia - stentano a ripartire. In particolar modo nella città di Cassino il commercio sin dal dopoguerra ha rappresentato una grande forza: ma con la terribile crisi economica che da circa un decennio si è abbattuta sull'Italia e, quindi, anche e soprattutto sulla Ciociaria, tale settore sembra non riesce a rialzarsi ed è ancora in ginocchio.

Ai timidi segnali di ripresa da parte di alcune attività, si accompagnano - inesorabilmente - le chiusure di molti negozi con la conseguente perdita di posti di lavoro. A far impennare il tassodi disoccupazione giovanile è infatti proprio tale settore dove, ancora di recente, si sono abbassate altre saracinesche.

Neanche a dirlo, le attività che maggiormente sono in sofferenza sono quelle dell'abbigliamento. I saldi estivi partiti all'inizio del mese scorso stanno registrando una nuova flessione di acquisti rispetto al 2016: «Purtroppo il caldo, unitamente alla crisi - spiega uno dei referenti delle varie associazioni di commercianti della città Maurizio Coletta -non ha aiutato certamente la fase dei saldi estivi. Un problema che però - puntualizza Coletta - non riguarda solo Cassino ma tutto il Lazio Meridionale».

Chi paga la crisi

In particolare modo, a pagare la crisi, non sono tanto i centri commerciali o gli esercizi che operano nell'ambito della ristorazione quanto più gli "storici" negozi di abbigliamento. Per questo l'amministrazione comunale di Carlo Maria D'Alessandro nella persona del suo delegato all'urbanistica Beniamino Papa sta mettendo a punto il nuovo piano urbano del traffico che prevede, tra le altre misure, non una vera e propria isola pedonale permanente come intendeva fare Petrarcone (misura che aveva trovato una forte opposizione da parte dei commercianti), quanto più una zona pedonale nel solo centro della città, in modo da incoraggiare i consumi e, allo stesso modo, diminuire l'inquinamento derivante dalle Pm10 delle automobili.

«Non abbiamo ancora avuto il piacere di conoscere il nuovo assessore al commercio che ha sostituito ormai da tempo Tullio Di Zazzo», spiega il rappresentante degli esercenti Maurizio Coletta. Che però lancia ponti al sindaco e all'intera amministrazione comunale: «Noi siamo pronti a discutere qualsiasi ipotesi e quindi a confrontarci sul tema: il settore del commercio ha certamente bisogno di nuova vitalità, sebbene sia in profonda crisi».