A lanciare il sasso nello stagno è stato giovedì sera Guido D'Amico. In occasione del convegno organizzato da Forza Italia nella sala Restagno del Comune di Cassino dal titolo emblematico: "Il turismo che vogliamo", il presidente di Confimeprese ha lanciato la proposta della tassa di soggiorno. Non solo una proposta da gettare in pasto ai politici per vedere l'effetto che fa - al tavolo oltre al sindaco D'Alessandro era presente anche il consigliere regionale e leader di Forza Italia Mario Abbruzzese - ma un progetto serio sul quale ragionare per dare nuova linfa al settore del turismo, che ha un potenziale enorme per la città di Cassino ma che non vive certo un periodo d'oro. Una nuova tassa può essere la ricetta giusta per ripartire? Certo, se i soldi dell'imposta verranno reinseriti nel settore. Lo ha spiegato il sindaco D'Alessandro che rispondendo a D'Amico ha chiosato.

«La tassa di soggiorno proposta dal presidente D'Amico può rappresentare una risorsa da reinvestire nel settore. Sarà fondamentale esaminare la questione con tutti gli operatori del settore e verificare gli effetti sul bilancio comunale. Perchè se siamo costretti a investire queste somme per far quadrare, in base alle normative vigenti i conti dell'ente senza poterli reinvestire, è inutile applicare la tassa».

Si accende la sfida
Le dichiarazioni del sindaco Carlo Maria D'Alessandro non passano inosservate all'opposizione di centrosinistra. Il fatto che il primo cittadino si sia in qualche modo detto possibilista all'imposta, ha scatenato l'ira funesta della minoranza. In primis dell'ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone, che già durante il suo mandato si era detto contrario all'ipotesi paventata dagli allora dissidenti della sua maggioranza. Spiega Petrarcone.

«D'Alessandro si sta caratterizzando per essere il sindaco delle tasse. Dopo aver aumentato quella dei rifiuti, adesso vuole introdurre quella di soggiorno ai turisti. Piuttosto il sindaco, se davvero vuole incentivare il settore turistico, potrebbe riprendere i progetti già avviati dalla mia amministrazione quali: uno su tutti è quello della funivia per Montecassino. Ma non è l'unico. Noi difatti abbiamo puntato a valorizzare quello che già c'è, visto che Cassino gode di un immenso patrimonio culturale, basti pensare alla la Rocca Janula, al percorso della battaglia e al campo di concentramento di Caira. Bisogna capire qual è l'entità di questa tassa e la proposta merita approfondimento ma, prima di approfondire tale proposta, si potrebbe valutare seriamente di riprendere la funivia, un progetto a costo zero per il Comune».

Di funivia, però, non vuol sentir parlare il primo cittadino che, dopo aver spiegato che l'obolo per la tassa di soggiorno sarà contenuto (probabilmente 1 euro) e che tali risorse dovranno essere reinvestite nel settore e non potranno essere utilizzate per far fronte ai debiti ereditati, taglia corto sulla funivia.

«A Orvieto c'è una funicolare, ma stanno pensando di chiuderla visto che non è affatto comodo. La funivia per collegare la città di Cassino con il monastero benedettino è semplicemente una follia».

Migliorare la vivibilità
Ma polemiche sulla proposta giungono anche dall'opposizione extraconsiliare, con Danilo Picano che tuona.

«I turisti si attirano con il miglioramento della vivibilità della città e non certo con la tassa di soggiorno. L'ufficio studi Federviaggi ha dimostrato che nei paesi in cui il balzello è aumentato nel corso dell'ultimo decennio, il numero dei pernottamento è calato. La realtà vera è, che la mancanza di idee, si ripercuote sempre sull'aumento della pressione fiscale. La giunta D'Alessandro ne è l'esempio in quanto dopo aver aumentato di oltre il 10% la Tari, cerca di fare cassa anche con la tassa di soggiorno senza aver presentato fino ad ora una sola proposta sul turismo».

L'assessore delegata Nora Noury, assente al convegno, non aggiunge nulla ma concorda con quanto detto dal sindaco.