Nonostante il difficile momento che sta vivendo l'Università per il maxi-buco di oltre 40 milioni di euro dovuto ai contributi Inps non versati ai dipendenti nel periodo 2011-2014, l'Ateneo inizia la campagna immatricolazioni in accelerata.

Nella giornata di ieri sono stati infatti pubblicati i dati del Censis. La classifica vede un netto e costante miglioramento dell'Università di casa nostra: rispetto al 2016 guadagna due posizioni passando dal settimo al quinto posto, e quasi due punti: chiude difatti con una media totale di 84,4 punti.

I parametri presi in esame sono: servizi, borse, strutture, web e internazionalizzazione. La classifica "Censis-Repubblica" divide poi le graduatorie a seconda degli atenei: mega (oltre 40.000 iscritti); grandi (20.000 - 40.000 iscritti); medi (da 10.000 a 20.00 iscritti) e piccoli (fino a 10.000 iscritti). Cassino ricade proprio in quest'ultima classifica, dove si trovano ben undici atenei: l'Unicas si piazza nella prima metà, al quinto posto. Migliora sia rispetto all'anno scorso che a due anni fa: nel 2015 difatti era ottava e aveva una media di 80 punti.

La crescita dunque è notevole. Andando a vedere le singole voci è possibile notare come l'Ateneo brilli soprattutto per quel che riguarda l'erogazione delle borse di studio: passa da 94 a 100: il top. Conquista punti anche sul fronte dell'internazionalizzazione (da 75 a 79) e dei servizi (da 71 a 72). Stabile a 96 per quel che riguarda il web, mentre cala di due punti (da 77 a 75) per quel che riguarda le strutture.

I dati rilevati dal Censis mettono però in mostra anche un altro interessante dato, andando a spulciare anche tra i medi, i grandi e i mega atenei: prendendo in esame tutte le università limitrofe, ovvero quelli di Lazio, Abruzzo, Campania e Molise, si nota come solo la "Sapienza" con 86,8 punti fa meglio di Cassino. Tutti gli altri - dalla Parthenope alla Federico II, passando per la Tuscia, Tor Vergata e Sannio - hanno punteggi inferiori.