Uno stadio a Casamari: soldi investiti per un impianto sportivo che presto o tardi tornerà nelle mani dei legittimi proprietari.

«Qualcosa non quadra - tuona il consigliere di opposizione Rufa». L'accordo prevede, infatti, che trascorsi 50 anni dalla convenzione il "Cereate" torni ai legittimi proprietari. A patto che non si trovi un escamotage che consenta al Comune di aggirare la clausola. Si tratta sicuramente di un investimento lungimirante che ha permesso all'ente di ottenere "il diritto di superficie" (che è poi un vero e proprio diritto di proprietà), ma a scadenza. Un progetto grazie anche alla sensibilità della congregazione monastica di Casamari, che ha subito condiviso il progetto.

Il Comune parteciperà ad un bando di finanziamento agevolato a tasso zero con il Credito Sportivo, mediante un accordo Coni/Anci per la realizzazione di un impianto moderno e a norma in una zona, qual è appunto quella di Casamari, ben collegata da reti stradali provinciali e con parcheggio e infrastrutture che consentono economie importanti. L'investimento per la realizzazione dell'impianto si aggira intorno ai due milioni di euro e comprende i 500 mila euro già iscritti nel documento contabile per mutui pregressi.

Oltre al campo da calcio, con una capienza tra i 500 e gli 800 posti in tribuna, verranno realizzati la pista per i cento metri piani e salto in lungo, e spazi per il tempo libero.

«Un accordo valido per 50 anni – torna a ribadire il consigliere di centrodestra Gianfranco Rufa - trascorsi i quali cosa accadrà? Strano che l'opposizione, tranne il sottoscritto, non abbia voluto vederci chiaro. A me sembra solo uno "strano" investimentoda parte di un ente che spende quasi due milioni di euro per poi restituire un'opera ai legittimi proprietari dell'area, quando con almeno la metà dei soldi avrebbe potuto acquistare in una qualsiasi parte della città il terreno per una struttura comunale sportiva di tutto rispetto. Speriamo almeno che non ne servano altri di soldi e che quella di Casamari non diventi l'ennesima fabbrica di San Pietro».