Una riunione a porte chiuse finisce sul web. Da una parte il sindaco D'Alessandro, dall'altro alcuni comitati dell'acqua pubblica: il tema, neanche a dirlo, è il caso Acea, che da oggi gestirà ufficialmente il servizio. Non si era accorto, il primo cittadino, che qualcuno dei partecipanti durante il vertice aveva attivato il suo smartphone e, di fatto, stava rendendo pubblico a tutti quello che lui stava dicendo.

In precedenza il primo cittadino aveva incontrato il comitato "No Acea" capitanato da De Sanctis che - in dissenso con Antonellis e il coordinamento "Acqua pubblica" – aveva chiesto udienza a parte. De Sanctis, Durante, Marina Palma e gli altri attivisti che la scorsa settimana si sono fatti sentire in Consiglio sono stati di fatto i convitati di pietra del secondo incontro. Ma a loro sono state riservate parole poco carine, da parte degli amministratori e degli altri comitati. «Avete sentito cosa hanno sostenuto? E lui stesso, come si chiama quello là, De Sanctis... hanno detto che io sono andato a Frosinone con Mario Abbruzzese. Sono rimasto esterrefatto», dice il sindaco alimentando la diffidenza degli altri comitati nei confronti di "No Acea".

Passano difatti pochi minuti e arrivano altre bordate: «Hanno fatto il conteggio di quanto ci costa il recesso? Mi sa che non lo hanno mai contato. Per non parlare dei tempi», rincarano gli attivisti di "Acqua Nostra". Ma la rivelazione più scottante arriva dal sindaco: «Nella trattativa che noi avevamo intavolato ad ottobre, e che proprio chi è venuto qua ci ha fermato perché ci voleva rivoltare contro tutta la città, il valore era di 2milioni e duecentomila euro, avevamo chiesto noi il doppio perché eravamo in trattativa senza le sentenze, adesso con le sentenze in mano... Però vi prego, questo non lo dite in giro perché sennò!». Troppo tardi, ormai. Spunta l'attivista armata di smartphone e dice: «Sindaco, è in diretta sul mio profilo Facebook». «E adesso?». «Non si può fare niente». Qualcuno mugugna, lei ribatte: «La riunione è aperta a tutti».

Le reazioni

Quando il video rimbalza sul web si scatenano un'ondata di commenti. Il comitato No Acea dice che «non si può avere una morale pubblica e una privata». De Sanctis tuona: «Il sindaco è un giuda». Parte il fuoco incrociato con l'opposizione di centrosinistra. Danilo Picano evidenzia: «Il sindaco, pur di continuare a mentire alla città sul salvataggio dell'acqua, ha creato un serio danno alle casse comunali, sul quale dovrà rispondere in primis ai cittadini ma poi forse anche alla corte dei conti. Ha dichiarato che a ottobre aveva chiuso la trattativa sul ristoro dei200 litri di Acqua Campania a due milioni e duecentomila euro. Ora a causa della revoca del Tar dell'ordinanza, il ristoro vale attualmente circa un milione di euro». A gettare acqua sul fuoco ci prova Gianrico Langiano con i giovani di Forza Italia Amerigo D'Annolfo, Sara Panariello e Francesco Neri che all'unisono chiedono coesione. Intanto da oggi il servizio passa ufficialmente ad Acea, nonostante le proteste e le oltre duemila firme per le disdette.