Sarà una lunga estate calda, con l'emergenza siccità mai così forte in provincia di Frosinone. Ieri, nel corso di una riunione con i sindaci alla Provincia, i vertici di Acea Ato 5 hanno illustrato la situazione nel dettaglio. Lo hanno fatto sia il presidente Stefano Magini che l'ingegner Alessandro Zanobini, responsabile della gestione operativa.

I cittadini dovranno prevedere scorte d'acqua, magari riempendo anche i serbatoi. Probabilmente si dovrà fare ricorso massiccio alle autobotti, ma in ogni caso l'emergenza idrica si farà sentire. Per ora resta in vigore l'attuale stato di turnazione negli 86 Comuni dell'Ato 5, ma è evidente che se la situazione peggiorerà ci sarà un ulteriore inasprimento delle misure adottate.

Le precipitazioni sono ai minimi storici: 391 millimetri nel 2017 contro i 1.001 dell'anno scorso e i 742 del 2007, che finora era stato il periodo peggiore. Una riduzione del 32% rispetto all'ultimo biennio. Sul territorio, nel periodo gennaio 2016-giugno 2017 sono caduti mediamente 1.244 millimetri di pioggia. Nello stesso periodo, tra il 2014 e il 2015, 2.024 millimetri, con un deficit di 780 millimetri, pari ad una riduzione percentuale di circa il 38%.

Zanobini ha sottolineato: «E non abbiamo parlato di neve, perché anche quella (importantissima) è mancata». Un focus dei dati parametrato su Alatri consente ad Acea di affermare che la temperatura media annua calcolata nel 2016 ha raggiunto i 15,7 gradi contro i 14,9 della media trentennale. «Ciò consente di confermare un generale riscaldamento del clima».

La criticità della situazione emerge anche dalla portata delle fonti di approvvigionamento: 659 litri al secondo a Posta Fibreno, 419 a Tufano, 210 a Capo Fiume, 320 a Canneto, 213 a Capodacqua di Castrocielo. Numeri ampiamente inferiori alla portata massima e in qualche caso più bassi anche di quella minima. Per avere un'idea, nell'ultima crisi idrica affrontata (2012), la portata complessiva nel mese di giugno era stata di 3.213 litri al secondo. Nel 2017 siamo a 3.147 litri al secondo. L'anno scorso eravamo a 3.448, nel 2015 a 3.585. L'andamento della portata di Capo Fiume è nettamente al ribasso. E secondo Acea, se continua così, a febbraio 2018 si potrebbe arrivare a 30 litri al secondo, con una riduzione di oltre il 90%.

Ma ci sono altri punti che il gestore ha voluto evidenziare: la sorgente Vaccareccia nel Comune di Sant'Elia «ad oggi non ha disponibilità di risorsa». Al punto che «si sono dovuti alimentare i serbatoi di norma alimentati dalla Fonte con un'integrazione proveniente dall'Asta Aurunci». In ogni caso il grafico della mappa delle criticità nei Comuni della Ciociaria fotografa la situazione meglio di ogni analisi.

Acea ha illustrato le azioni che sta mettendo in campo: ricerca di perdite occulte, riduzione dei tempi di riparazione dei danni, installazione di valvole idrauliche per la stabilizzazione delle pressioni d'esercizio delle reti, installazione di elettrovalvole per automatizzare le manovre di turnazione idrica, potenziamento del telecontrollo sui maggiori impianti, installazione di apparecchi di misura per la distrettualizzazione delle reti e gestione delle portate, sostituzioni delle valvole a galleggianti.

Zanobini ha aggiunto che nel primo semestre 2017 sono stati già eseguiti lavori per oltre 2 milioni di euro. Quindi, la sala operativa è stata potenziata, con l'attivazione di una task force. Oltre alla richiesta di emissione di ordinanze sindacali «volte ad evitare l'uso dell'acqua erogata dal pubblico acquedotto per scopi diversi da quello potabile ed igienico sanitario». Ma la siccità si farà sentire comunque nei prossimi mesi.