Qualche nube in meno ma a parlare di cielo sereno è decisamente presto. Il Lazio sta lentamente uscendo dalla lunga crisi che in questi anni ha decimato il mercato del lavoro e bruciato punti di pil. Almeno secondo i calcoli di Bankitalia che ha presentato l'aggiornamento congiunturale sullo stato di salute della regione.

A trainare l'economia: export e consumi. E dopo anni di rubinetti chiusi, che hanno pesato non poco sulle possibilità di una ripresa, sono migliorate anche le condizioni di accesso al credito. Il calo dei prestiti si è infatti arrestato e dal dicembre del 2016 è tornato moderatamente a crescere, con una ripresa che interessa soprattutto le imprese medio grandi e quelle dei servizi: in provincia di Frosinone si è, infatti, passati dai 6.644.000 euro del 2014 al 6.741.000 del 2016.

Sempre secondo Bankitalia, lo scorso anno si è registrata anche una contenuta espansione dei livelli di attività nel comparto industriale, favorita dalla dinamica della domanda estera. Nel dettaglio, la crescita ha riguardato anche il settore dei servizi (trainato dalla ripresa dei consumi e dalla crescita dei flussi turistici, sebbene più lenta che nell'anno precedente) ma non quello delle costruzioni in cui l'attività ha ristagnato.

Migliorati poi gli indicatori del mercato del lavoro. La risalita ha interessato principalmente i più giovani (tra i 15 e i 34 anni), mentre il numero di addetti oltre i 55 anni è rimasto invariato. L'aumento ha coinvolto in egual misura l'occupazione femminile e quella maschile. Si è rafforzata pure la ricomposizione degli occupati a favore del lavoro alle dipendenze, in atto dalla seconda metà dello scorso anno. All'aumento dei dipendenti ha contribuito la crescita della componente a tempo indeterminato. Calato, invece, il tasso il numero di Neet (giovani che non lavorano e non studiano e che in Ciociaria, secondo l'ultimo rapporto della Cisl, erano ben 23.290).

Per quanto riguarda gli investimenti delle imprese, piccole, medie o grandi, l'attività è proseguita a un ritmo moderato che tenderebbe a rafforzarsi nel 2017, anche grazie agli incentivi fiscali. Nell'industria si è rafforzata la fase espansiva, sostenuta dai positivi risultati delle aziende della metalmeccanica come la Fca di Piedimonte e del suo indotto. Le compravendite di immobili residenziali si sono espanse e i prezzi sono ulteriormente diminuiti.

Segnali di speranza, seppur ancora deboli, anche nel settore delle costruzioni. Secondo gli esperti di via Nazionale il numero di imprese che hanno dichiarato un aumento dei livelli di produzione rispetto all'anno prima è lievemente superiore a quelle che prevedono un calo. In un contesto caratterizzato da bassi tassi di interesse, è continuata la ricomposizione del risparmio finanziario delle famiglie a favore dei depositi e del risparmio gestito (come i fondi comuni) si è rafforzata la crescita del credito al consumo.

Il calo dei tassi ha favorito la ripresa dei mutui per l'acquisto delle abitazioni, contribuendo al miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie indebitate. L'incidenza delle famiglie finanziariamente vulnerabili è diminuita e la rischiosità del credito alle famiglie si è stabilizzata. In Ciociaria, infatti, si è registrato anche un aumento dei depositi: se nel 2014 erano 7.567.000 nel 2016 sono saliti a 7.974.000 euro.