Venti milioni di euro di investimenti che potrebbero produrre più di cinquecento posti di lavoro. Dopo anni di abbandono, il sito dell'ex Permaflex ha la speranza di tornare a vivere. Su quell'area sorgerà, nel caso di un'intesa tra proponenti e amministrazione comunale, un centro servizi, con annesse aree commerciali. Tutto all'interno di una sorta di parco giochi dove le famiglie potranno trascorrere una giornata di shopping e relax. Ci sarà anche uno spazio verde.

La prossima settimana il sindaco Ottaviani incontrerà le associazioni di categoria proprio per capire quali sono le loro aspettative. Il progetto marcia spedito e ormai è alle fasi conclusive. Manca soltanto il via libera finale. Lo stabilimento dell'omino del materasso è stato, infatti, acquistato all'asta da una cordata di imprenditori che si occupano anche di grande distribuzione, per circa tre milioni e mezzo di euro. Gli stessi hanno effettuato un meticoloso studio di marketing proprio per capire che cosa fosse meglio impiantare su un'area baricentrica tra Roma e Napoli, che coinvolge circa dieci milioni di utenti.

«Quel sito resta nevralgico per lo sviluppo economico della città di Frosinone – ha evidenziato il primo cittadino - e per un'iniezione di fiducia dal punto di vista occupazionale. Alcuni anni fa - ha ricordato Ottaviani - fu una vera follia, da parte dell'amministrazione comunale dell'epoca, farsi scappare l'opportunità di pianificare e programmare lo sviluppo della porta della città che, sotto il punto di vista urbanistico e di rigenerazione territoriale, avrebbe messo in moto risorse di notevole entità. La politica all'epoca non ebbe il coraggio di far sedere attorno allo stesso tavolo i proponenti e gli stakeholders di riferimento, con il risultato che oggi l'area di Valmontone può annoverare uno dei parchi tematici più grandi d'Italia, con famiglie che poi rimangono a soggiornare nella cittadina del'estrema periferia romana. Gli acquirenti - ha argomentato il sindaco - si sono fatti sentire più di qualche volta con l'amministrazione comunale e abbiamo valutato assieme quella che può essere un'ipotesi di riqualificazione anche sotto un punto di vista urbanistico. Si tratta di un intervento di una certa consistenza che deve essere integrato in un contesto ambientale anche da rigenerare. A noi interessa soprattutto quello che è un profilo di rivalutazione della zona e di nuove infrastrutture che devono essere create. A breve – ha concluso - chiederemo l'illustrazione del progetto da parte dei nuovi investitori. E se questo dovesse tener conto dello sviluppo integrato della città, e di forme di coinvolgimento di altri operatori locali, anche in modo indiretto, a quel punto non vedo per quale motivo potrebbe permetterci di respingere le ipotesi e le proposte di incremento del prodotto interno lordo territoriale».