«Non esiste un piano B per il prossimo campionato: giocheremo nel nuovo stadio». Che Maurizio Stirpe, forse per pudore, anche ieri ha chiamato Casaleno. Ma che in realtà è intitolato alla memoria del cavalier Benito. L'annuncio è arrivato nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'accordo di finanziamento con l'Istituto per il Credito Sportivo, a Roma che è valso l'ottenimento di otto milioni di euro.

Il patron del Frosinone calcio è stato categorico. «Contiamo di completare i lavori del cosiddetto ferro di cavallo, realizzato ex novo, entro la metà del mese di giugno. La fase più delicata è ancora quella per la copertura della tribuna principale, che ha accumulato un mese di ritardo a causa dei bagni di zincatura di alcuni componenti; un'operazione che fanno solamente a Trieste. Comunque l'ultima data per la consegna dell'opera è il 23 luglio. Ribadisco, però, che non esiste un piano B per il prossimo campionato: dobbiamo giocare nel nuovo stadio».

Il finanziamento stanziato dall'Ics è di otto milioni di euro, il 40% della spesa complessiva del progetto (20 milioni). Gli interventi previsti riguarderanno, oltre alle opere di adeguamento della tribuna centrale, la sistemazione delle aree esterne e delle aree di parcheggio per gli ospiti. «Sarà un bimestre impegnativo ma vediamo la luce alla fine del tunnel – ha aggiunto il presidente Stirpe – Lo stadio, una volta completato, avrà bisogno di un periodo di gestazione e messa a regime. Poi, dopo i collaudi finali, sarà immediatamente fruibile per la disputa degli eventi sportivi. Per quanto riguarda gli aspetti commerciali e ricettivi occorreranno dai quattro ai sei mesi».

Il "Benito Stirpe" ospiterà la sede del Frosinone calcio, una palestra attrezzata, una sala multimediale e dei punti ristoro. «Dal credito sportivo - ha argomentato - abbiamo ricevuto un finanziamento che rimborseremo in 15 anni: senza questo aiuto non si sarebbe potuto realizzare l'impianto».

Il patron ha anche evidenziato che per la prossima stagione si punterà ad aumentare i ricavi del 20 per cento, portando nelle casse due milioni di euro in più, sia da una maggiore vendita di abbonamenti e di biglietti, sia per altri tipi di attività. «Il finanziamento dell'Istituto per il Credito Sportivo è stato importante, fondamentale per la realizzazione dello stadio, come importantissimo è stato il ruolo del Comune – ha argomentato il patron del Frosinone -. Non ho voluto estendere inviti particolari - ha chiosato - per evitare strumentalizzazioni in vista della scadenza elettorale. Comunque, in ogni caso, c'è da dire che senza tale sinergia, non si sarebbe arrivati a nulla: non è stata un'operazione fredda, tutti ci hanno messo il cuore. Non deve passare in secondo piano nemmeno il lavoro delle imprese che hanno lavorato al cantiere, che ci hanno messo professionalità e soprattutto cuore».

Svelata anche la definitiva capienza del nuovo stadio: potrà ospitare 16.125 spettatori. «Siamo davvero orgogliosi di contribuire con la nostra finanza alla realizzazione di questa nuova arena per il calcio - ha dichiarato il Commissario Straordinario dell'Istituto per il Credito Sportivo, Paolo D'Alessio -. È il terzo stadio moderno che viene costruito in Italia dopo Torino e Udine e rappresenta il risultato di un grande gioco di squadra fra il club calcistico, l'amministrazione comunale e gli attori istituzionali del mondo dello sport. L'economia del calcio ha bisogno però di una nuova generazione di stadi, su tutto il territorio nazionale. Il caso del Frosinone può fungere da volano, da apripista per tutta una serie di impianti sportivi di cui il nostro Paese ha bisogno».

A chiudere i lavori Paolo Bedin, direttore generale della Lega Nazionale Professionisti B. «Il sistema calcistico necessita di best practices e di progettualità a medio lungo termine – ha sottolineato – e il progetto del Frosinone Calcio va in questa direzione. Il rinnovamento infrastrutturale è una priorità assoluta per rafforzare il legame tra i tifosi e i club da un lato, e incrementare i ricavi delle società dall'altro».