Il cinque per mille, ossia quella quota dell'imposta Irpef che lo Stato italiano ripartisce come sostegno agli enti che svolgono una serie di attività social- mente utili e che il cittadino può scegliere di versare durante la dichiarazione dei redditi. Eppure, tra le possibilità di scelta per la destinazione del cinque per mille, non ci sono soltanto le Onlus e le associazioni no-profit: i contribuenti possono infatti scegliere di sostenere anche i propri Comuni e i propri amministratori pubblici.

Quanto pesa il contributo

Ma quanto pesa il contributo dei cittadini sulle casse dell'ente? E soprattutto, qual è il termometro del sostegno di ogni contribuente nei confronti della propria amministrazione? Ed è proprio per rispondere a queste due domande che entra in gioco un calcolo eseguito da Il Sole 24Ore sulla base dei dati pubblicati nel mese di aprile sul sito dell'Agenzia delle Entrate relativi agli elenchi del 2015, che incrociati ai dati Istat sulla popolazione (l'ultima è relativa al 2011) permette non solo di ricavare una classifica relativa ai Comuni con i cittadini più generosi (per incidenza di scelte espresse da parte degli abitanti in favore del proprio ente locale), ma anche di capire in quali territori la di- stanza tra il contribuente e la propria amministrazione è minore (o maggiore, a seconda dei casi).

Cittadini fedeli nei piccoli enti

La classifica stilata da Il Sole 24Ore è chiara: nei Comuni più grandi della provincia di Frosinone, quelli che superano i 20mila, solo una minima parte della cittadinanza (meno dello 0,5%) mette a disposizione il proprio cinque per mille per rinforzare le casse dell'ente. Questo accade per esempio a Frosinone, dove a fronte di oltre 46mila abitanti soltanto 194 cittadini hanno scelto di dare parte del proprio patrimonio (circa 6mila euro totali) all'ente che gestisce l'amministrazione locale.

Un caso curioso, se si pensa che in un Comune molto più piccolo come quello di Sgurgola (primo nel Lazio per sostegno alla propria amministrazione), ben 175 cittadini su 2.263 totali hanno deciso di destinare il proprio cinque per mille al Comune per un totale di 2,841 euro. Il rapporto tra numero di abitanti e la somma concessa volontariamente dai contribuenti nei confronti della propria amministrazione riesce quindi a disegnare un quadro di quanto i centri più piccoli si sentano in qualche modo più "affezionati" alla propria amministrazione.

Pochi abitanti, distanze accorciate

Sebbene tutti i grandi Comuni (quelli con più di 20mila abitanti) sono posizionati nella fascia bassa della classifica (solo Alatri supera lo 0,50%, raggiungendo lo 0,54%), sarebbe errato dare per scontato che in ogni piccolo Comune i cittadini siano propensi a donare il proprio cinque per mille. La questione a questo punto è sicuramente legata a due fattori: da una parte c'è il numero contenuto di abitanti permette una comunicazione sicuramente più semplice e diretta da parte degli amministratori ai cittadini, che si sentono più coinvolti; dall'altra c'è la probabile capacità del singolo amministratore locale di mantenere contatti continui e proficui con la propria cittadinanza anche dopo la campagna elettorale, portando i contribuenti a proseguire nel rapporto di fiducia nei confronti dell'ente e arrivando anche a dedicare parte del proprio patrimonio all'ente stesso, sicuri che quei soldi serviranno per la sistemazione di scuole, strade e altre spese pubbliche.