«Collina Paradiso ha chiuso, oggi inizia un'altra storia che si chiamerà Auricola Madonna del Perpetuo Soccorso». Con queste parole, cariche di soddisfazione e intrise di speranza, il sindaco di Amaseno Antonio Como ha dato il via ad un nuovo corso per il complesso di Collina Paradiso, sul colle dell'Auricola, confiscato all'organizzazione criminale che faceva capo a Luigi e Gabriele Terenzio, legati a doppio filo con la camorra e con alcuni esponenti della banda della Magliana.
Il "tesoro" di Amaseno figurava tra i beni sequestrati insieme a due lussuose imbarcazioni ormeggiate a Gaeta e Capri, undici auto di grossa cilindrata, quarantuno immobili, ventidue appezzamenti di terreno e una cinquantina tra depositi bancari e rapporti con intermediari finanziari. Beni "sporchi" per milioni di euro. Ma questo appartiene ormai al passato. «Oggi è un giorno di festa - ha sottolineato nel corso della cerimonia il prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli - La legalità è tornata ad Amaseno, l'Auricola è tornata ai legittimi proprietari: i cittadini». 
Centinaia di cittadini hanno partecipato alla cerimonia di consegna di Collina Paradiso. Al centro del tavolo il "padrone di casa" Antonio Como e il prefetto Zarrilli. Dopo i loro interventi è stata la volta di don Italo Cardarilli, in rappresentanza del vescovo Spreafico, e don Luigi Ciotti, fondatore di "Libera". Al termine la cerimonia di consegna al Comune di Amaseno della chiave del complesso confiscato alla criminalità organizzata.