La marcia è ripresa. Grazie alle strategie di internazionalizzazione. A quelle scelte vincenti che dimostrano, senza ombra di dubbio, che se le imprese vogliono sopravvivere devono guardare all'estero. Il miglioramento dell'economia è certificato dall'Istat: la provincia di Frosinone, forse anche un po' a sorpresa, si piazza sul terzo gradino del podio. Secondo i dati diffusi dall'istituto di statistica, infatti, dopo Potenza e Milano, a far volare l'Italia sono proprio le aziende della Ciociaria.

A dire che l'economia del Lazio si era rafforzata era stata già l'ultima relazione della Banca d'Italia, nella quale si evidenziava che la fase espansiva era dovuta in particolare alle aziende metalmeccaniche ed a quelle orientate verso i mercati esteri. Ora la conferma. «Il Sud Italia - spiega l'istituito di statistica - continua a trainare le esportazioni nazionali, ma soffrono le isole. Per quanto riguarda le ripartizioni territoriali, nel quarto trimestre 2016 l'export risulta in crescita rispetto al trimestre precedente: +5,3% per l'Italia meridionale e insulare, +4,2% per quella centrale, +2,8 per le regioni nord-orientali e +1,6% per quelle nord-occidentali. L'aumento dell'export nazionale (+1,2%) riflette l'incremento registrato per le regioni delle aree meridionale (+8,5%), centrale (+2,1%) e nord-orientale (+1,8%) e l'ampio calo dell'area insulare (-15,0%), mentre l'area nord-occidentale risulta stazionaria. La positiva performance di Potenza, Milano, Frosinone, Trieste, Ascoli Piceno, Chieti, Roma, Padova, Bergamo e Verona – fa notare ancora l'Istat - contribuisce positivamente all'export nazionale».

I numeri dicono, quindi, che le esportazioni delle aziende dalla Ciociaria sono cresciute notevolmente. E se Potenza è la provincia che nel corso del 2016 presenta la maggiore crescita delle vendite all'estero (+58%) associata a un importante impatto positivo alla dinamica dell'export nazionale grazie al settore dell'automotive, sul secondo e terzo gradino del podio salgono Milano (+3,9%) e Frosinone (+35,7%). Al contrario, le province che nel corso del 2016 forniscono un contributo negativo alle esportazioni sono Tori- no (-6,2%), Siracusa (-25%) e Latina (-19,2%). «Sono dati positivi che dimostrano la vitalità del nostro territorio e delle nostre eccellenze».

È stato il commento del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, aggiungendo «che dimostrano come nel 2016 la regione abbia esportato merci per 19,6 miliardi di euro, un valore in crescita di 572 milioni di euro, pari a una variazione Il direttore Greco: spero che i sindaci vogliano venire incontro alle nostre istanze Nicola Zingaretti del +3% rispetto al 2015. Sono i prodotti migliori del Lazio quelli a cui dobbiamo puntare: dall'agroalimentare alla manifattura». Ha evidenziato il governatore, facendo notare che «è in questo senso diventa fondamentale sostenere il lavoro e gli sforzi delle aziende laziali, di tutte quelle piccole e medie imprese che non devono essere lasciate sole poiché rappresentano la spina dorsale del nostro tessuto produttivo e hanno bisogno del nostro sostegno. Solo così possiamo ottenere risultati, come quelli conseguiti dalla provincia di Frosinone (+35,7%), che dopo Potenza e Milano è la terza provincia per contributo alla crescita dell'export nazionale nel 2016. Discorso a parte è quello che riguarda il settore della farmaceutica, autentica linfa per il Lazio, la cui ripresa economica e occupazionale passa anche attraverso la presenza dei tanti gruppi industriali farmaceutici che hanno fatto e faranno nei prossimi anni investimenti imponenti nel Lazio».

Positive anche le notizie riguardanti il mercato del lavoro, su cui l'Istat ha reso noti i dati del quarto trimestre del 2016. A gennaio 2017 si registra una crescita della partecipazione lavorativa: più 0,4 per cento su base congiunturale e più 1,6 per cento in termini tendenziali. L'aumento congiunturale del numero di occupati è il risultato della ripresa del lavoro indi- pendente (più 0,5 per cento) e del lavoro dipendente a termine (più 0,9 per cento).

Il tasso di disoccupazione si attesta all'11,9 per cento, in lieve crescita (più 0,2 per cento) dopo una sostanziale stabilità nei quattro trimestri precedenti. Prosegue invece, a ritmo sostenuto, il calo del tasso di inattività (meno 0,3 per cento): la gente sta ricominciando a cercare lavoro. Anche se in Ciociaria si registra ancora la nota dolente della disoccupazione giovanile: sfiora il 42%.