Sono quattro le criticità ambientali individuate dalla task force messa insieme dall'amministrazione Caligiore: ex Snia a Bosco Faito, Viscolube, ex stabilimento Annunziata ed ex caseificio Cinque. Così il sindaco Caligiore: «La situazione della Snia fa parte di un progetto che stiamo portando avanti, insieme agli uffici e con il supporto del consulente ambientale, il dottor Mastracci. Oltre alla Snia abbiamo individuato altre tre criticità a cui vogliamo dare priorità: l'ex stabilimento Annunziata, l'ex caseificio Cinque e lo stabilimento Viscolube sulla Monti Lepini. In quest'ultimo caso siamo in attesa di disposizioni da parte del Ministero dell'ambiente relativamente al progetto di caratterizzazione aziendale. Certo è che per la nostra amministrazione l'ambiente è una priorità come dimostra il tavolo tecnico, con attori istituzionali e proprietà, che abbiamo convocato per il 10 marzo».

Snia, nel momumento naturale

Dagli uffici spiegano che dal sopralluogo visivo fatto sul sito agli inizi di febbraio con il delegato all'ambiente Alessandro Savoni, i tecnici comunali e la proprietà è emerso «il problema della copertura eternit che deve essere bonificata. L'ex stabilimento ricade all'interno del monumento naturale istituito dalla Regione, e di cui da poco è stato approvato il regolamento di attuazione che fa capo all'amministrazione provinciale. Da qui l'esigenza del tavolo tecnico per comprendere a chi competa la bonifica, anche perché ricadendo all'interno nel Sin (Sito di interesse nazionale) è un problema che riguarda tutti: Provincia, Regione Lazio, Ministero dell'ambiente».

Annunziata, nel centro cittadino

«Dalla relazione fatta dalla società Bio consult, studio ordinato dal curatore fallimentare Giuseppe Mastropierro - ci spiegano sempre dagli uffici - c'è una situazione particolare dal punto di vista dell'inquinamento nell'area dei carburanti e ci sono un migliaio di metri cubi stimati da disinquinare».

Cinque, l'ex caseificio

È su via Morolense e anche qui c'è una copertura «in cemento eternit e sicuramente, visto il periodo a cui risale il materiale, ci sono fibre di amianto».

Viscolube in landfarming

E ancora dagli uffici: «C'è una situazione in sospeso legata alla caratterizzazione perché il sistema di landfarming che lo stabilimento ha adottato già da tempo ed è tuttora in corso non ha dato gli esiti temporali sperati a livello di disinquinamento. Ricordiamo, però, che le analisi sui pozzi esterni, fatte dal Comune e dall'Arpa, avevano dato esito negativo, anche se c'è tuttora il divieto di attingere per una questione di sicurezza». E ancora il sindaco Caligiore ricorda che «la situazione di questi quattro siti fa parte di un progetto a tutela dell'ambiente. A breve avremo ne avremo uno di massima redatto dall'ingegner Mastracci, con delle priorità e delle scadenze. Il tavolo tecnicoè solo la partenza». Sull'ambiente, l'am - ministrazione Caligiore c'è.