«Nel 2024 ricorrerà l'ottantesimo anniversario della distruzione dell'abbazia di Montecassino e della città. Visto e considerato che la candidatura a Capitale europea della cultura deve avvenire sei anni prima della nomina ufficiale, abbiamo deciso di intraprendere l'iter per raggiungere questo obiettivo. Il tempo non ci manca e sono convinto che potremmo mettere in piedi un progetto credibile per la valorizzazione di questa porzione di territorio».

Parole e musica del sindaco Carlo Maria D'Alessandro che sabato scorso, in occasione della ceriomonia di presentazione degli eventi benedettini, aveva lanciato la proposta. E invece, il 2024, sembra essere un anno maledetto per il Lazio: dopo le Olimpiadi di Roma, che la Raggi non ha voluto, ora deve rinunciare anche a Cassino capitale della cultura. Perché per il 2024 tocca ad una città dell'Austria e ad una dell'Estonia più una terza città di uno Stato che abbia fatto richiesta di ingresso nella Ue entro il 2018. Dunque, non è impossibile, ma molto difficile. La prima data utile, per andare su una candidatura sicura, è il 2033. Apriti cielo. Appena diffusa la notizia, sul web si scatena l'ironia. Ma D'Alessandro non si scalfisce.

«Sono un ex giocatore di basket. Fin quando non suona la sirena gioco, quando suona, ne prendo atto. Ma perché dobbiamo precluderci questa possibilità? Dispiace - dice il primo cittadino commentando l'ironia divampata sui social - che una parte della città si sia lasciata trasportare dal disfattismo. Nulla è semplice e le sfide ci affascinano. L'importante credo sia gettare le basi per lavorare sinergicamente allo sviluppo e alla crescita cultura ed economica del territorio. Voglio sottolineare che su determinate tematiche occorrerebbe il sostegno di tutti e quando dico tutti voglio dire tutti. Poi ognuno in coscienza agisce come ritiene opportuno».

Gli fa eco l'assessore Leone.

«Incredibile, si polemizza su tutto, anche quando dovremmo collaborare nel solo interesse della città. Ma è bene ricordare che le amministrazioni passano, la città resta. Cassino capitale della Cultura Europea è un progetto che non ha appartenenze. È un progetto patrimonio di tutta la città. Su questo dobbiamo ancora crescere. In bocca a lupo a tutti noi».