Revocata la delibera con la quale, nel novembre scorso, la Camera di Commercio di Frosinone aveva dato mandato al presidente Marcello Pigliacelli di arrivare ad un accordo con l'ente gemello di Latina per procedere all'accorpamento e alla relativa costituzione di un'unica struttura del Basso Lazio. Ieri il consiglio camerale dell'ente di viale Roma ha votato la relativa delibera, all'unanimità dei presenti (22).

Tra le motivazioni, quella principale è che dal momento che è iniziata la fase del rinnovo degli organi della Camera di Commercio di Frosinone, non si vuole "impegnare" la successiva governance ad un percorso già definito, quello dell'accorpamento. In realtà la fusione si è dapprima raffreddata e poi si è arrivati al vero e proprio stop. Già il 20 dicembre scorso il presidente Pigliacelli aveva annunciato, come si legge nella delibera votata ieri mattina, che «in caso di mancata assunzione del provvedimento di accorpamento da parte della Camera di Commercio di Latina», ci sarebbe stata la «necessità di ulteriori valutazioni da parte del consiglio camerale di Frosinone, rispetto alla volontà già esternata in merito».

Sempre a dicembre il consiglio della Camera di Commercio di Frosinone «venne messo a conoscenza che il predetto provvedimento pervenuto dalla Consorella di Latina formula un atto di indirizzo rivolto al costituendo nuovo Consiglio della Camera di Commercio di Latina a procedere all'accorpamento con la Camera di Commercio di Frosinone, e che lo stesse non costituisce un atto definitivo per l'accorpamento».

Naturalmente il processo di accorpamento delle Camere di Commercio ha una valenza nazionale. Andrà probabilmente avanti, ma è chiaro che i tempi si allungano. Con l'atto di ieri l'ente di Frosinone intende riposizionarsi e rimettere la palla al centro. Con l'obiettivo di ridiscutere tutto, specialmente la governance. Perché a novembre fu stabilito che la sede principale della Camera di Commercio del Basso Lazio sarebbe stata quella di Latina. Un passo che avrebbe dovuto aprire la strada ad un confronto finalizzato a individuare anche l'assetto di governo dell'ente. Magari stabilendo che nella fase iniziale la presidenza sarebbe stata indicata da Frosinone. Tutto questo non è avvenuto e allora il consiglio della Camera di Commercio di Frosinone ha deciso di revocare la delibera con la quale si dava inizio all'accorpamento.

La presenza di 22 membri di consiglio è significativa. C'era anche Florindo Buffardi, che non si vedeva da diverso tempo. A questo punto si riparte da zero. Con buona pace degli scenari di sinergia che erano stati avanzati: la Camera di Commercio del Basso Lazio sarebbe stata l'ottava realtà di questo tipo in Italia, con più di 120.000 imprese iscritte e con un peso economico non indifferente anche sul piano regionale e nazionale.

A novembre la Camera di Commercio di Frosinone aveva parlato di passaggio a suo modo storico, perché «unendo le due realtà diventiamo l'ottava Camera di Commercio in Italia, più grande di quelle di Firenze e Torino». Rilevando: «È un passaggio che rafforza l'intero Basso Lazio. Non è importante issare le bandierine, è invece fondamentale ragionare in un'ottica sinergica». Poi è cambiato tutto. Tra Frosinone e Latina è ancora derby. E non solo a livello calcistico.