«Un osservatorio provinciale sulla legalità, con il coinvolgimento di tutti i 91 Comuni, con il compito di vigilare e affrontare in maniera trasparente tutte quelle decisioni che riguardano settori a rischio di infiltrazione criminale». E’ questa la prima richiesta ufficiale del Presidente del consiglio provinciale Luigi Vacana.

L’interesse della criminalità organizzata per la Ciociaria è, infatti, silenziosamente inquietante e trova terreno fertile nella crisi economica. Sono nove i clan, di cui cinque di camorra, che usano il Frusinate per ripulire i proventi delle attività criminali. Ad operare sono cosche, nonché gruppi locali che, in associazione tra loro, commettono reati con l’aggravante del metodo mafioso. E spuntano la ‘Ndrangheta e la Sacra Corona Unita. I boss portano avanti attività illegali, occupano segmenti dell’economia legale, attentano alla vita delle istituzioni, forti di una complicità e una contiguità di una parte del tessuto socio-economico regionale.

La provincia di Frosinone - evidenzia il rapporto Mafie nel Lazio - è interessata dalla presenza delle organizzazioni camorristiche, come attestano le sentenze della magistratura. Gli insediamenti più significativi si registrano nel Cassinate. A Frosinone sono presenti numerosi gruppi criminali composti anche da ex nomadi. Non uccidono come fanno al sud. L’arma che usano è quella del riciclaggio. «Lo avevamo annunciato prima delle elezioni e oggi vogliamo mantenere la promessa fatta. - spiega Vacana - Un osservatorio sulla legalità è quantomai urgente in un momento così delicato per la nostra provincia. Le amministrazioni locali non possono continuare ad affrontare da sole problemi più grandi di loro, e neanche possono continuare a prendere posizione su iniziative fondamentali seguendo logiche poco chiare ai cittadini, magari dettate solo dalla fedeltà politica».

Gli interessi dei Casalesi - spiegano gli investigatori della Dia - sono stati ben rilevati in operazioni di polizia giudiziaria che hanno coinvolto imprenditori collusi operanti tra le province di Frosinone e Latina. Edilizia, smaltimento dei rifiuti, intermediazioni immobiliari e commercio di autovetture, sono i comparti economici in cui vengono reinvestiti i capitali illeciti. La Ciociaria, a quanto pare, è diventata una sorta di lavatrice per ripulire i soldi sporchi. Sempre nel Frusinate - evidenzia la direzione investigativa antimafia - gli interessi dei Casalesi si estenderebbero anche alle attività alberghiere e ai distributori di carburanti.

«Come ente Provinciale dobbiamo rompere l’isolamento a cui sono condannati i Comuni, affrontare problemi ed opportunità seguendo il principio della trasparenza e nel rispetto delle regole. L’osservatorio - ha concluso Vacana - può essere anche un valido e concreto strumento per diffondere una vera cultura della legalità, bloccando sul nascere qualsiasi tentativo di malaffare. Ciò renderebbe le amministrazioni comunali più forti e più consapevoli del loro ruolo».