Il territorio riparte dalla...terra. Amore per le coltivazioni, agricoltura sociale, possibilità di reinvestire i proventi di questa economia green dedicandoli a scuole e ragazzi. Città dell'Olio, ormai una realtà consolidata, lo sa bene. Sant'Elia, Comune capofila con il presidente dell'assise civica e membro del Collegio dei probiviri dell'associazione Rocco Merucci traccia la strada.

Città dell'Olio sta crescendo a vista d'occhio
«Nel Lazio abbiamo superato le 30 adesioni e cresceremo ancora: è stato annunciato l'ingresso di Roma e ci saranno altre adesioni anche nel nostro territorio. Tra le province di Frosinone e Latina contiamo attualmente 14 soci, di cui 6 nel solo Cassinate, e pensiamo di aggiungere 10 aderenti nella nostra zona a breve».

Cosa rende il Cassinate tanto appetibile per progetti anche di agricoltura sociale?
«Il nostro territorio per storia, cultura, tradizioni e per motivi socio-economici ben si presta a sviluppare progettualità legate al mondo olivicolo. Basti pensare alle potenzialità legate al turismo dell'olio che i nostri territori (poco conosciuti) hanno da offrire, soprattutto oggi dove sempre più frequentemente si va alla ricerca del "turismo di prossimità": la riscoperta dei piccoli borghi, di tradizioni e usanze dimenticate, alla riscoperta dei buoni sapori, uniti a bellezze, storia, testimonianze delle nostre terre. L' agricoltura sociale può essere un valido strumento per contrastare il fenomeno dell'abbandono, che oltre ad essere abbandono di terreni, è sempre più spesso dei luoghi, dei paesi: in sostanza è spopolamento. Città dell'Olio punta molto sull'agricoltura sociale. A tal proposito è stata attivata una convenzione con l'Università di Firenze e nella convenzione firmata lo scorso luglio tra Città dell'Olio e Regione Lazio, una parte rilevante è dedicata a queste tematiche. A Sant'Elia abbiamo tenuto anche un importante giornata di studio e approfondimento lo scorso dicembre nella splendida location della Rsa "Villa degli Ulivi", con cui abbiamo iniziato un percorso costituito da reciproca volontà e comuni obbiettivi».

Sant'Elia sempre in prima linea nel coinvolgimento degli studenti. E ora?
«I programmi e le iniziative di educazione alimentare sono un pilastro delle attività di Città dell'Olio e a Sant'Elia abbiamo già aderito a questi progetti. Ricordiamo, ad esempio, che la nostra scuola secondaria "Santilli" si è aggiudicata il premio miglior composizione a "BimbOil Junior". Nonostante a Sant'Elia la vocazione e tradizione olivicola siano diffuse e consolidate, le visite al frantoio, le passeggiate tra gli ulivi, la merenda pane e olio per tanti sono state delle autentiche novità e delle piacevoli riscoperte per altri. Credo molto al coinvolgimento della scuola in progetti e attività legate all'olio e all'agricoltura in generale. Come direttivo del Lazio, qualche mese fa abbiamo scritto al presidente Zingaretti per chiedere la partecipazione di Città dell'Olio al bando regionale di "Ossigeno", dove abbiamo ipotizzato la piantumazione di 100 piante di ulivi per ogni Città dell'Olio, per promuovere un uliveto comunale: con l'aiuto delle associazioni, di privati, di altri soggetti puntiamo a metterlo in produzione e i proventi -almeno in parte si prevede di destinarli alle mense sociali e scolastiche.
Infatti a Sant'Elia abbiamo aderito e previsto la piantumazione di alcune piante in prossimità delle scuole, anche con una finalità didattica, con la possibilità di coinvolgere i ragazzi nelle varie fasi della lavorazione».

La pandemia non è stato un ostacolo, come dimostra il corso web di potatura e gestione dell'oliveto con tantissime adesioni
«La pandemia sicuramente ha influito in tante attività e purtroppo trasformato la vita di tutti. In ogni processo bisogna gestire al meglio la novità e adeguarsi. Il corso web di potatura e gestione dell'uliveto che rientra in una più ampia progettualità svolta di concerto tra l'amministrazione comunale, le associazioni "Cavalieri del Rapido" e "Tradizioni Ciociare" e finanziata dalla Regione attraverso l'Arsial ha suscitato un enorme interesse. Utilizzando la nostra piattaforma abbiamo attivato una postazione che ha permesso a un gruppo di seguire utilizzando la sala consiliare, una decina ha invece seguito da casa. Un corso molto interessante: alcune nozioni e tecniche erano poco note anche a contadini e aziende consolidate e operanti da tempo».

Nuovi obiettivi?
«Tutto questo, l'interesse crescente tra i nostri concittadini, le azioni di Città dell'Olio, le iniziative legislative apportate penso ad esempio alla legge sull'oleo turismo, la convenzione sottoscritta con la Regione, il recente riconoscimento dell'Igp dell'Olio del Lazio nel quale siamo ricompresi noi e la quasi totalità della nostra provincia sono tutti stimoli e strumenti che spingono non solo a dare seguito alle azioni fin qui messe in campo, ma a incrementarle cercando e creando nuove occasioni utili allo sviluppo e alla crescita del comparto. A breve sarà inaugurata anche una sede, un ufficio di Città dell'Olio a Roma, un passaggio fondamentale, per quegli obbiettivi prefissi, per le continue interlocuzioni intraprese con i più alti livelli istituzionali. Nel corso dell'anno, nella nostra realtà, oltre a confermare tutte le iniziative già realizzate ("Olio in cattedra", merenda nell'uliveta, camminata tra gli ulivi, concorso Turismo dell'Olio) contiamo di dare il via a un progetto di agricoltura sociale e ad altre attività. Iniziative che possano portare il nostro territorio, le nostre aziende, i nostri prodotti ad avere anche un'attenzione nazionale attraverso mostre, fiere e servizi»

Cosa volete dire ai giovani che sono attratti dai progetti ma indecisi?
«Le nostre terre, i nostri paesaggi, i nostri luoghi, sono un potenziale su cui avere e creare opportunità che possano portare anche ad avere reddito, certo. Per la conformazione dei nostri territori, l'eccessivo frazionamento delle proprietà avuto nel corso degli anni sicuramente non garantisce per tutti piena occupazione o che l'attività agricola possa essere l'unica fonte di reddito. Però sicuramente è per tutti una forma di economia aggiunta, un'entrata supplementare per tante famiglie. Se poi pensiamo alle opportunità che si possono cogliere legate all'intensificarsi del movimento turistico, alla giusta valorizzazione dei nostri luoghi e dei nostri prodotti, sicuramente ne possiamo trarre giovamento e benefici. Se penso che spesso tanti giovani emigrano e molti non trovano condizioni soddisfacenti anche economiche forse credo che valga la pena di rischiare qualcosa nel proprio paese. Ci aspettiamo, ma abbiamo segnali che così possa essere, che ci sia un risveglio di iniziative, di proposte, di attività, dinamismo perché si possono cogliere opportunità. Noi ci crediamo, ce la mettiamo tutta, cercheremo di creare opportunità. Però l'iniziativa, i progetti, creare e fare impresa devono venire dai cittadini. Tutti dobbiamo provarci e metterci qualcosa. O metterci in gioco».