Una vera e propria rivoluzione nel sistema sanitario.
Un progetto, quello illustrato ieri pomeriggio ai sindaci del distretto B, dalla Dg della Asl di Frosinone Pierpaola D'Alessandro, insieme al direttore sanitario, il dottor Mauro Vicano, basato su due pilastri essenziali: promuovere il territorio e potenziarlo, con il rafforzamento di una sanità di prossimità.

Presenti all'appuntamento anche il consigliere regionale Buschini e il presidente dell'Asp, Pizzutelli. L'obiettivo è, dunque, quello di garantire la razionalizzazione e l'efficientamento dei servizi sanitari. L'atto in questione, è stato definito di "transizione", dal momento che, come ha sottolineato la manager, l'offerta sanitaria territoriale – intesa, in modo specifico, distretto per distretto – risentirà della "rivoluzione" annunciata tramite i progetti presentati in adesione al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

"Si tratta di un grande cambiamento del sistema salute ha evidenziato il Dg non solo nelle strutture ma soprattutto nell'organizzazione sanitaria. Ci sarà molta assistenza domiciliare: ogni 40mila abitanti andrà creata una casa di comunità che dia supporto a quelle persone di cui si conosce tutta la storia clinica.

Gli infermieri di famiglia, o di comunità, dovranno poter assistere tra i due e i tremila abitanti, sia all'interno della struttura ma soprattutto a domicilio. L'altra grossa novità riguarderà gli ospedali di comunità. Seppure all'inizio ci saranno 20 posti letto, noi abbiamo chiesto di poterli estendere nel tempo, a partire da 40.

Gli stessi saranno a prevalente gestione infermieristica ma prevederanno anche la presenza di medici. Nel piano - ha argomentato - è inclusa anche la Cot, ovvero la centrale operativa territoriale: si tratta di una struttura molto rivoluzionaria perché metterà assieme più professionalità per assistere un paziente nelle cure intermedie. Inoltre, un altro elemento fortissimo di novità sarà la costruzione della rete palliativa, che partirà dall'hospice che prenderà in carico il malato oncologico. La stessa assisterà tutti i distretti in maniera eguale".

Nel nuovo distretto B, come evidenziato dalla direttrice generale, ci sarà almeno una casa di comunità hub ogni 40mila 50 mila abitanti; una casa di comunità spoke, con almeno un infermiere di famiglia e comunità ogni 50mila 100 mila abitanti; almeno un ospedale di comunità dotato di 20 posti letto ogni 50mila 100 mila abitanti; un hospice con almeno 10 posti letto all'interno della rete aziendale delle cure palliative; un'unità di cure palliative domiciliari ogni 100mila abitanti; una centrale operativa territoriale ogni 100mila abitanti, o comunque a valenza distrettuale.

Non mancheranno i consultori di famiglia, di prevenzione e promozione della salute. "Il distretto sanitario in questione - ha proseguito la dottoressa D'Alessandro - assisterà 100mila abitanti, con variabilità, secondo criteri di densità di popolazione e caratteristiche orografiche del territorio".

"In seguito alla Pandemia - ha fatto notare - preso atto di quelle che sono state le problematiche legate all'assistenza alle persone colpite dal covid, la Commissione Europea ha assegnato fondi per stravolgere quella che è l'attuale assistenza territoriale.
In futuro, infatti, non ci sarà una sanità ospedaliera centralizzata, ma piuttosto un modo differente di assistere le persone, andando incontro alle loro esigenze. Per il nuovo distretto B siamo già partiti ad investire con i fondi del Por Fesr che ci hanno consentito di implementare una serie di servizi ai cittadini, acquistando apparecchiature altamente tecnologiche. Con quelli del Pnrr, invece, si faranno anche operazioni sulle strutture esistenti, come le Case della salute di Ceccano, Ferentino e Ceprano, i poliambulatori di Frosinone e Veroli. L'investimento - ha concluso - ammonterà a quasi tredici milioni di euro".