Il secondo trimestre del 2021 fa segnare un'accelerazione delle aperture di nuove attività che tornano ai valori pre-pandemia, anche se è ancora presto per parlare di ritorno alla normalità.
È quanto emerge dall'analisi trimestrale Movimprese, condotta da Unioncamere e InfoCamere, sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio.

Segnali di ripresa si registrano sia nella provincia di Frosinone sia in quella di Latina. A livello percentuale la prima fa segnare un più 0,69%, mentre la seconda un più 0,82%. Secondo le analisi del Centro Studi Tagliacarne un punto di fiducia in più o in meno influenza la nascita di un'impresa su due.

A livello nazionale le aperture di nuove imprese, tra aprile e giugno, hanno toccato le 89.089 unità.
Un valore di poco al di sotto della media del triennio 2017-2019, prima dell'irrompere dell'emergenza sanitaria globale, e inferiore di sole 3.061 unità al dato del secondo trimestre 2019, quando le iscrizioni furono 92.150.

Il miglioramento del clima di fiducia negli ultimi mesi ha, infatti, impattato su quasi la metà delle +31.167 imprese nate tra aprile e giugno 2021, rispetto allo stesso trimestre 2020. Il ritorno a una dinamica delle aperture più in linea con il periodo pre-pandemia appare maggiormente marcato guardando ad alcune delle forme giuridiche assunte dalle neoimprese.

In particolare, tra aprile e giugno l'anagrafe delle Camere di Commercio ha fatto segnare un deciso incremento (+3.298 unità) nell'apertura di società di capitale rispetto allo stesso periodo del 2019 (29.934 contro 26.536). In linea con una tendenza in atto da tempo, fanno invece segnare un passo indietro rispetto al 2019 le imprese individuali, la forma d'impresa più numerosa nel nostro Paese: 52.790 le aperture di nuove attività nel secondo trimestre di quest'anno, contro le 59.129 di due anni fa (-6.639 unità).
Sotto la lente del Tagliacarne anche la Ciociaria, dove, stando ai numeri, le nuove attività risultano essere 619, mentre quelle cessate ammontano a 283. Il saldo positivo è, dunque, di 336 aperture. A Latina, invece, le nuove iscrizioni sono state 897, a fonte di 426 chiusure.
Anche in questo caso si evidenzia un incremento di 471 imprese.

Un capitolo della ricerca è focalizzato sulle imprese artigiane. Anche in questo caso il trend risulta essere positivo: Nel Frusinate l'incremento è di 77 unità, mente nel Pontino è di 73 unità.

«Il Lazio - ha commentato Giovanni Acampora presidente della Camera di Commercio Frosinone-Latina - è al quinto posto nella graduatoria regionale (+0,85%, a fronte del +0,74% nazionale) dietro a tre regioni del sud, dove la componente turistico-ricettiva ha un peso significativo. Il bilancio nella Ciociaria e nel Pontino è positivo per 807 imprese (a fronte delle 471 aggiuntive del secondo trimestre dello scorso anno) e mostra una decisa accelerazione rispetto all'analogo periodo pre covid (+537 unità il saldo riferito al secondo trimestre 2019)».

Tornando a livello nazionale, restano nettamente sotto la media degli ultimi anni le cancellazioni che, tra aprile e giugno, si sono attestate a 43.861 unità, circa un terzo in meno del valore registrato nel secondo trimestre 2019, probabilmente per effetto delle misure di sostegno messe in atto dal Governo. È pertanto ragionevole stimare  - conclude il rapporto - l'esistenza di una "platea nascosta" di imprese che in circostanze diverse avrebbero già cessato l'attività.