Il particolare e difficile momento che il nostro Paese sta vivendo a causa dell'emergenza Covid sembra avere messo in crisi anche alcuni principi base della nostra Costituzione, quelli della democrazia e del lavoro.

Il Coordinamento provinciale di Demos, Democrazia Solidale, analizza questo delicato frangente, in cui «la pandemia ha cambiato le priorità delle nostre vite».
Dunque, per Demos mai come adesso «dobbiamo avere chiari i problemi e le ripercussioni che la profonda crisi ha sul mondo del lavoro. Infatti, ogni giorno vediamo le piccole attività commerciali e artigianali, gli ambulanti, le imprese familiari, i liberi professionisti, a malincuore chiudere le loro attività, frutto di sacrifici e unico sostegno per le loro famiglie. A tale situazione si aggiunge l'incessante penalizzazione delle donne in un mercato del lavoro sempre meno attento alle loro esigenze e alla necessità di conciliare il ruolo di donna e madre; alle difficoltà dei giovani di inserirsi nel sempre più complicato mondo lavorativo».

Ma queste trasformazioni causate dall'emergenza sanitaria, dice Democrazia Solidale, «non devono farci abbassare la guardia sui diritti e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Al contrario, devono spronarci a pensare a nuove politiche del lavoro per una rinascita del nostro Paese. Molte categorie sono ormai allo stremo - sottolinea il movimento - in particolare i lavoratori autonomi che sperano in una rapida riapertura per far ripartire le loro attività. Pur capendo il loro disagio, è necessario che tutto venga fatto nella massima sicurezza per tutelare la salute di tutti, in particolare degli anziani e dei soggetti fragili, i più a rischio in caso di contagio».

Sulla base di questi presupposti, Demos fa proprio lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil in occasione del Primo maggio: "L'Italia si cura con il lavoro". Infatti, spiega, «soltanto ripartendo in sicurezza e mettendo al centro il lavoro potremo farcela. Confidiamo, pertanto, in una accelerazione della campagna vaccinale, in modo da arginare la diffusione del virus e tornare alla normalità.
Dobbiamo rimboccarci le maniche e guardare con fiducia al futuro, confidando di uscire quanto prima da questa crisi».