«Una falla troppo grande nel sistema dei ristori e ammortizzatori sociali, che richiede un intervento immediato per evitare ulteriori disagi alla piccola e media impresa e ai suoi impiegati».

Lo sollecita l'Unione Artigiani Italiani del Lazio, che sta raccogliendo l'allarme di centinaia di piccole imprese, in seria difficoltà dopo le ulteriori restrizioni delle ultime settimane, che hanno portato alla chiusura di tante attività in gran parte delle nostre regioni.

«Occorre dare subito garanzie e certezze ai lavoratori assunti dopo il 1 gennaio 2021, che ad oggi non godono della tutela degli ammortizzatori sociali - sottolinea il presidente di Uai Lazio Michele Francesco Abballe - Sono numerose le aziende che, nonostante il periodo di crisi, hanno scommesso sulla ripresa assumendo nuovo personale. Ora, però, la chiusura imposta dal Governo impedisce ai lavoratori di accedere alla cassa integrazione e costringe i titolari delle aziende a versare loro i contributi minimi spettanti per legge. Tutto questo - aggiunge Abballe - finisce in pratica per vanificare i ristori che le imprese hanno ottenuto per far fronte alle perdite causate delle chiusure precedenti».

Ma il grido d'allarme dell'Unione Artigiani Italiani risuona in tutto il territorio nazionale: «L'Uai Lazio - conclude il presidente con una accorata richiesta - è impegnata al fianco delle piccole e medie imprese della regione e dei suoi lavoratori per sostenere una battaglia di grande civiltà. Non si possono escludere i neo-assunti dal sostegno al reddito e gettare la croce su quei coraggiosi piccoli imprenditori, che hanno voluto dare una mano concreta alla ripresa economica offrendo posti di lavoro.
Chiediamo al Presidente del Consiglio e al ministro del Lavoro Andrea Orlando di intervenire con urgenza».