Il Tracciolino, antica strada borbonica che collega Casalvieri e Roccasecca, non trova più pace da quando, nel maggio 1984, il terremoto mosse pietre e sassi facendoli rotolare giù dai costoni delle brulle montagne che la circondano. Per sicurezza fu chiusa al traffico, veicolare e pedonale, e da allora è rimasta una strada dimenticata e lasciata al suo destino.

Molti, tra enti e politici, sono accorsi al suo capezzale, ma solo per vetrina, mentre gli anni passavano e l'impegno finanziario per riportarla agli antichi servizi lievitavano fino a cifre con sei zeri. In poco più di dieci chilometri, quella strada mostra quanta perizia, tecnica e fatica è costata a coloro che hanno preso parte alla sua realizzazione (era un tronco della Roccasecca-Isernia, aperta nel 1856).

Da tempo, però, al fascino dell'ingegnosità si è aggiunto quello della natura e del paesaggio di cui fa parte integrante: un aspetto noto e ricordato solo dal silenzio che con il rispetto che merita le dedica l'antico Cammino di San Benedetto.

Abbiamo fatto il punto con Simone Frignani, presidente dell'associazione "Amici del Cammino di San Benedetto" e da sempre in prima linea per il recupero della memoria di questa terra.

Si sta parlando molto della possibilità di riaprire al traffico il Tracciolino. Che ne pensa?
«Ho alcune riserve. Diciamo subito che non posso non essere soddisfatto per il recupero della strada, che attraversa una delle aree naturalistiche più importanti del Lazio, ma allo stesso tempo mi preoccupa una riapertura indiscriminata alla circolazione di veicoli. I motivi sono presto detti: le Gole del Melfa sono un'area d'importanza naturalistica eccezionale, tutelata in quanto zona a protezione speciale e sito d'interesse comunitario, e presto potrebbe avere anche il riconoscimento di Monumento naturale. Sono un vero paradiso per gli sportivi: quando c'è acqua arrivano canoisti perfino dall'estero, l'ambiente è perfetto per il canyoning, la pesca e l'arrampicata sportiva. Vi si trovano antichi eremi rupestri, come quello dello Spirito Santo, che presto sarà inserito nella lista dei Siti Sacri Mondiali riconosciuti dalle Nazioni Unite. Vi nidificano le aquile e altre specie rapaci, e sono attraversate dai due principali itinerari spirituali del territorio: l'antichissimo pellegrinaggio alla Madonna di Canneto, e il Cammino di San Benedetto, entrambi importanti veicoli di turismo per un'area che si spinge ben oltre la Ciociaria. Il Tracciolino è il cuore pulsante di questo sistema naturalistico-sportivo-culturale: recuperato e promosso, non tarderebbe a diventare un polo d'attrazione per tutto il Centro-Sud. Ma per riqualificarlo al meglio non si può prescindere dal riconoscerne le intrinseche potenzialità».

Il futuro, quindi, può essere il turismo?
«Proviamo a immaginare un enorme parco naturalistico e ricreativo con uno sviluppo di ben quattordici chilometri dentro alle Gole del Melfa, nel quale i visitatori possano muoversi liberamente in sicurezza; a piedi oppure in bicicletta, magari utilizzando un servizio di noleggio bici a pedalata assistita. Con la possibilità di scegliere tra un'ampia selezione di attività sportive, dall'escursionismo al cicloturismo, ma anche equitazione, rafting, canyoning, praticabili anche da principianti e famiglie, grazie al supporto di guide professioniste locali. Ciò permetterebbe di creare nuove attività imprenditoriali, specialmente per i giovani».

E per chi deve spostarsi tra Casalvieri e Roccasecca?
«Credo che anzitutto occorra valutare se esistano validi percorsi alternativi al Tracciolino: perché è chiaro che la vocazione della strada sarebbe quella di diventare un percorso ciclopedonale. In caso di risposta negativa, se ne consenta eccezionalmente l'utilizzo come carrozzabile, purché il passaggio sia regolamentato da permessi rilasciati dai Comuni interessati, in base a comprovate esigenze lavorative o familiari. Il controllo dell'accesso alle Gole permetterebbe tra l'altro di dissuadere gli anonimi che in questi anni le hanno usate come discarica».

Insomma, turismo e soprattutto tutela dell'ambiente…
«Intraprendere il percorso di un'economia ecologica porta vantaggi evidenti a tutti i livelli. Chi ne beneficia sono anzitutto i cittadini, che possono vedere migliorata la propria qualità di vita grazie a  un ambiente più vivibile, e ne può beneficiare anche il proprio reddito, grazie ai nuovi introiti derivanti dalle attività turistiche e recettive, oltre che da un'innovativa imprenditoria ecosostenibile. Perciò faccio appello agli amministratori affinché, valutati tutti questi aspetti, decidano in autonomia e coscienziosamente per il bene, anche futuro, di tutta la comunità».