Nell'elenco dei Comuni che hanno ottenuto finanziamenti per i progetti di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico non c'è Monte San Giovanni Campano. Floriana Belli ed Emanuela Cinelli, del gruppo civico "SiAmo Monte San Giovanni Campano" puntano il dito contro l'amministrazione comunale.

«Purtroppo Monte San Giovanni Campano è da considerarsi zona rossa anche in senso amministrativo (da una settimana le restrizioni dopo l'ordinanza a firma del presidente delle Regione Lazio, ndr) in quanto, ancora una volta, si è persa la grossa occasione di ottenere un finanziamento milionario per la sistemazione dei dissesti presenti sul territorio».
Per Monte San Giovanni zero euro, frutto di una mancata richiesta di contributo. Eppure parliamo di un territorio in cui esistono diversi movimenti franosi nelle diverse frazioni comunali.
La possibilità si era aperta con un decreto del Ministero dell'Interno datato 5 agosto dello scorso anno, in cui per ordine di priorità, si potevano richiedere finanziamenti anche legati alla messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico. Anche la cifra a disposizione era notevole, poiché lo stesso decreto stabiliva un contributo di 2.500.000 di euro per i comuni con popolazione tra i cinquemila e i venticinquemila abitanti».

Belli ricorda le criticità nelle zone de La Lucca e Ara Dei Santi. «La Lucca vive una situazione di disagio a causa delle frane in località Le Gotte e in località Ara dei Santi, interessando la Strada Provinciale 67, tra Monte San Giovanni Campano e Strangolagalli. In prossimità delle frane si viaggia a senso alternato ormai da dieci anni con problemi continui di sicurezza stradale». E Cinelli aggiunge: «Nonostante in bilancio ci sia una cifra sostanziosa per la sistemazione dei dissesti sul territorio comunale, non si riesce a comprendere come sia possibile non fare la semplice richiesta di finanziamento aggiunge Emanuela Cinelli. Non può bastare una richiesta all'amministrazione provinciale e qualche sollecito oramai datato per discolparsi dal senso di responsabilità».

«E non ci venissero a dire - hanno aggiunto Belli e Cinelli- che la competenza sia provinciale, perché la frana è un movimento areale che ha interessato anche la strada provinciale. L'ottenimento di 2.5000.000 milioni di euro avrebbe consentito sia la sistemazione dei due dissesti presenti nella frazione La Lucca che la messa in sicurezza di altri movimenti franosi presenti nelle altre frazioni del Comune. Ad oggi invece, dobbiamo vivere speranzosi che la situazione non degeneri completamente, anche se è evidente un peggioramento delle cose a causa del continuo dilavamento da parte delle acque di scorrimento superficiale» hanno commentato ancora Floriana Belli ed Emanuela Cinelli, evidenziando una delle priorità del appena nato gruppo civico per la cui guida si fa sempre più insistentemente il nome di Emiliano Cinelli. Geologo di professione, giovane ma già con un'esperienza amministrativa importante alle spalle, ex assessore comunale, potrebbe essere lui il candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative. L'idea, come già evidenziato nel manifesto del movimento civico "SiAmo Monte San Giovanni Campano", è quella di un'azione "in grado di voltare pagina e ridare freschezza al nostro paese" e con un futuro ancora da scrivere, come recita uno degli slogan più cari a questa nuova forza civica.