Ultimato l'iter dell'accordo di programma, dopo l'approvazione di ieri sera da parte del consiglio comunale della apposita delibera, che condurrà alla privatizzazione degli asset di Acqua & Terme Fiuggi s.p.a., accordo al quale ha partecipato anche la Regione Lazio, nell'ambito di un percorso concertato con il Comune della città termale e con le forze sociali ed economiche di Fiuggi, e dove un ruolo determinante è stato svolto dalla consigliera regionale Sara Battisti.

Consigliera, come mai ha voluto così fortemente il coinvolgimento della Regione Lazio nell'iter per la privatizzazione di ATF s.p.a., e perché lo ritiene determinante nel rilancio di Fiuggi?
«Acqua & Terme Fiuggi s.p.a. rappresenta il cuore della nostra città, il volano propulsivo per tornare a costruire il futuro di Fiuggi e del suo comprensorio. Discutere di una ripartenza di Fiuggi in chiave turistica non può prescindere dal rilancio del patrimonio termale, come strumento che abbiamo a disposizione per fare turismo in maniera strutturata ed organica. Fiuggi può tornare ad essere centrale per questo segmento in tutta la Provincia di Frosinone e per tutto il Lazio. Per farlo, però, è dirimente avere un quadro della situazione, che senza la conclusione della procedura sarebbe rimasto appeso.

La vocazione turistica di Fiuggi è nota a tutti, ma non dobbiamo e non possiamo più rimanere ancorati al passato, è chiaro che bisogna fare un salto di qualità, il momento è quello propizio. Con il Recovery Fund arriveranno risorse importanti, una boccata d'ossigeno, ma è obbligatorio farsi trovare preparati. Il tempo dell'approssimazione è finito».

Le polemiche verso il ruolo della Regione Lazio non sono mancate cosa si sente di rispondere?
«La Regione Lazio ha avuto un ruolo chiave, non da mero osservatore, mettendo a disposizione della buona riuscita del progetto, dirigenti e figure di grande spessore nel campo. È stato il Comune a chiedere l'intervento della Regione per quanto concerne il rinnovo delle concessioni minerarie, una novità rispetto al passato sebbene sia richiesto a livello normativo. Le tempistiche regionali sono state in linea con quanto concordato.

Alcuni ritardi non sono mancati, ma non sono ascrivibili di certo alla Regione Lazio, la quale ha invero richiesto dettagliati approfondimenti rispetto ad alcuni aspetti che avrebbero compromesso la buona riuscita del progetto: mi riferisco in particolare alle criticità evidenziate circa la valorizzazione della risorsa idrica e rispetto al potenziamento della Fonte Anticolana. Insomma, la Regione ha voluto essere puntuale ed evitare raffazzonamenti.

Ritengo, però, in conclusione, che la collaborazione tra entrambi gli enti sia stata fattuale e concreta, un vero esempio di trasversalità. Ci tengo a sottolineare anche la partecipazione delle forze economiche e sociali della città su esplicita richiesta della Regione Lazio. Ovviamente questo percorso è stato possibile grazie all'impegno del vice-presidente Leodori, dell'assessore Orneli e del Capo di Gabinetto Ruberti».

Quali sono, a questo punto, le tempistiche per la privatizzazione? E nel frattempo cosa farà la Regione Lazio per non lasciare al palo la cittadina termale?
«È chiaro che tale procedura richiederà ancora tempi che non ci permetteranno di affrontare l'estate con la gara terminata. Ciò non vuol dire che Fiuggi rimarrà senza guida e senza flussi turistici per l'estate 2021, perché con la crisi pandemica sarebbe a dir poco disastroso. La Regione Lazio è in attesa di un "Progetto Ponte" da parte del Comune, che auspico sia al più presto concertato con tutte le forze politiche e gli attori in gioco, che sia all'altezza del periodo storico che stiamo attraversando, con forti richiami al turismo 5.0, di prossimità, outdoor e digitale. La Regione sta investendo tantissimo su Fiuggi, sia sotto il profilo infrastrutturale – e penso alle piste ciclabili, cittadine e lacuari, e al Palacongressi, non solo per quanto riguarda la realizzazione dell'opera, ma anche la sua gestione e promozione, oltre al bando finanziato sulla Street Art – che sotto il profilo delle iniziative turistiche.
Con il progetto turistico di rilancio della Ciociaria, "RiparTiAmo – tourism", sto lavorando a una nuova visione del comparto per tutta la Provincia, valorizzando le bellezze dell'area del frusinate, includendo ovviamente Fiuggi.

La Ciociaria è ricca di aree naturalistiche, grotte carsiche, Abbazie, cammini sacri, aree belliche, bellezze paesaggistiche, enogastronomiche e molto, molto altro. Fiuggi, rappresentando il secondo polo di tutto il Lazio per posti letto e capacità ricettiva, può diventare un plusvalore imprescindibile. Non va disperso poi l'incredibile potenziale della fermata Tav, che rappresenta una possibile chiave di volta per l'affluenza da tutta Italia: siamo a meno di 5 ore da Milano, a 3 ore da Bologna.

Fiuggi può dare accoglienza anche a quella che è un'utenza business oltre ai turisti del nord Italia e della Campania, non si può perdere questa occasione. Di questo, però, ne devono essere consapevoli primi tra tutti gli amministratori. Fiuggi deve, a stretto giro, presentare un progetto turistico di ampio respiro, che la Regione in diverse sedi ha stimolato e che ha già dichiarato di voler sostenere attraverso la promozione di un'offerta turistica integrata».