L'emergenza Covid-19 non ha permesso di organizzare gli incontri tradizionali con gli operatori pastorali, ma a tutti loro il vescovo Ambrogio Spreafico ha scritto una lettera. Una lettera con cui ha voluto prima di tutto rivolgere parole di ringraziamento e l'invito a intensificare la preghiera. A pregare per tutti i malati colpiti dal Covid-19, per gli anziani a partire da quelli in istituto «sempre più soli, a chi è solo a casa e non può uscire, chi lavora nelle strutture sanitarie, ma anche ai ragazzi, ai giovani a volte di disorientati a causa della situazione scolastica difficile».

Il pensiero rivolto poi alle rispettive comunità degli operatori, a tutte le persone che hanno fatto parte della grande catena di solidarietà che in questi mesi è stata molto importante.

«Con questa mia lettera vorrei farmi vicino a te in questo tempo difficile in cui non sarà possibile incontrarci.
Spero che tu stia bene e che abbia potuto condividere con gli altri la riflessione con cui abbiamo iniziato l'anno pastorale proprio per aiutarci in questo momento di grande sofferenza».

Inizia con queste parole la lettera di monsignor Spreafico agli operatori pastorali.

«Purtroppo anche nella nostra provincia i dati dei contagi sono in crescita continua, a volte si deve riconoscere anche a causa della superficialità e irresponsabilità di alcuni, che ancora non si rendono conto della gravità della pandemia che ci ha colpito e con arroganza vanno in giro come se niente stesse succedendo, disprezzando il dolore di chi è malato e di chi è morto. Mi sembra che noi come Chiesa ci siamo impegnati ad affrontare questo momento con responsabilità e ti ringrazio per il tuo impegno».
Il vescovo non nasconde il fatto che la situazione economica e sociale di molte famiglie vive un momento di difficoltà.

«Lo vediamo nei numeri delle persone delle famiglie che si rivolgono ai centri di ascolto, alla Caritas diocesana e parrocchiale, alla mensa per i poveri, alle tante realtà che cercano di venire incontro a un bisogno essenziale, quello del cibo. Molti hanno aiutato con la solidarietà sia donando cibo, sia con contributi economici. Ti prego di ringraziare da parte mia chi ha dato una mano, soprattutto chi nella tua parrocchia o associazione è disponibile per rendere meno dura la vita quotidiana degli altri. Da parte tua non far mancare loro l'incoraggiamento, in particolare fai ogni sforzo perché gli anziani, i malati, i deboli, abbiano un punto di appoggio, almeno attraverso una telefonata o una video chiamata, quando non sia possibile visitarli personalmente».