È tornato il fattore "paura" a incidere sulla contrazione dei consumi. Anche se nessun lockdown è stato annunciato ma l'aumento dei casi spaventa. E le prospettive future, senza adeguati aiuti governativi, portano gli acquirenti a tenere il portafogli sempre più chiuso. I settori più critici, i fenomeni che stanno investendo il territorio cassinate, la difficile resistenza di un indotto commerciale che attirava clienti dal molisano e dall'altro casertano, i tentativi di sostegno, nelle parole dei protagonisti.

ConfimpreseItalia
Innanzitutto Guido D'Amico, presidente nazionale di ConfimpreseItalia. Il racconto parte da una testimonianza: «Ieri (sabato, ndr) sono andato a mangiare in un noto ristorante di Cassino, mi hanno detto di essersi ben ripresi nel periodo estivo mentre adesso, con il fattore "paura", la gente non entra e quando sceglie di andare, nota molto il distanziamento».  Ma qual è la reale fotografia sui diversi settori. Chi sta meglio e chi sta peggio? Anche qui, analisi dettagliate. «In questo momento sull'indotto commerciale  - continua Guido D'Amico - inteso come abbigliamento, turismo riferito i special modo ai ristoratori si vive una crisi profonda. Temono, e già si rivede di nuovo, lo spettro del lockdown. L'artigianato tipo servizi casa, ambiente sta continuando a lavorare perché c'è il super bonus in arrivo. Con questa misura, chi ha a che fare con le ristrutturazioni sta cominciando a riavere gli ordini ma è il solo settore che ha un minimo di ripresa. Tutti gli altri sono in regressione. Il riavvio della paura sta penalizzando tutto il commercio, tranne i supermercati perché c'è la corsa all'acquisto per mettersi in sicurezza.

Ma neppure tutti della filiera, ci sono le botteghe e i market di periferia che sono in affanno come tutte le attività su strada. Poi chiaramente sta vivendo una crisi nera tutto il settore del catering, sono finite le commesse. Se non fosse per il superbonus, che crea aspettative positive in un settore che è in regressione profonda, sarebbe ancora più cupa. Invece sarebbe un buon segnale vedere ripartire l'edilizia e tutti i servizi connessi. Le speranze - conclude - sono legate tutte all'uscita dalla emergenza, la gente ha paura, i consumi si contraggono e senza situazioni che porteranno a tranquillizzare tutti, continuerà a essere così» 

I giovani imprenditori
Chi vive dal di dentro la crisi sono i diretti interessati.
Danilo Evangelista, giovane imprenditore del settore alberghiero-ristorativo, testimonia la situazione dal vivo.
«La nostra attività è stata duramente colpita dalla fase del lockdown, poi c'è stata una leggerissima ripresa post lockdown, così si è deciso di differenziare l'offerta ai clienti cercando appunto di aprire a nuovi target di clientela: dopo decenni il nostro ristorante ha ripreso il servizio di pizzeria e il servizio cena in giardino. Al momento con la ripresa dei contagi e dei timori di molti cittadini, siamo abbastanza preoccupati per il lavoro dei mesi prossimi. Gli afflussi dei turisti e dei trasfertisti per lavoro sono drasticamente calati. Turisti stranieri completamente assenti».

Problema turisti
Un altro imprenditore del medesimo settore racconta le stesse difficoltà. È Antonio Rocca che spiega: «Si lavora giorno per giorno senza poter fare previsioni e né organizzare il lavoro. Purtroppo non siamo neanche aiutati dalle istituzioni che non fanno nulla per poter incentivare turismo, decoro e tanto altro. Siamo imbarazzati quando arriva qualche turista da noi e ci chiede cosa ci sia da visitare a Cassino, oltre l'abbazia, siamo ricchi di tante meraviglie culturali, archeologiche, paesaggistiche, storiche e non sono solo. Sarebbe utile un punto di informazione turistica e oppure materiale cartaceo da poter dare ai turisti dal momento che pagano la tassa di soggiorno». Problema sollevato da tutti e da tanto di quel tempo che se ne è persa la memoria. L'incapacità, negli anni, di mettere a sistema le perle culturali della bassa provincia ha portato a un'occasione persa per lo sviluppo e la crescita, anche occupazionale, del Cassinate.

Dal Comune
Ma l'amministrazione prova a fare quel che può. Solo qualche giorno fa l'assessore Chiara Delli Colli aveva detto: «L'amministrazione comunale si è impegnata nei mesi estivi a garantire isole pedonali, orari prolungati e utilizzo dei marciapiedi per tutte le attività commerciali che ne avessero voluto usufruire e, ovviamente, laddove lo consentiva il codice della strada.
Per i mesi invernali si sta lavorando, ed è ormai alle fasi finali, per il regolamento dehors, di modo tale da consentire l'ampliamento della capienza dei locali ed evitare assembramenti. Il regolamento è in itinere già da diverso tempo ma mai come ora si rende necessario». Un modo per provare ad agevolare il settore e a utilizzare più spazi possibili per mantenere il distanziamento e aiutare il delicato settore che resta ancora abbastanza vitale. Mentre per il resto, ha aggiunto ieri: «L'amministrazione comunale ben poco altro può in questa situazione di emergenza nazionale, se non attenersi scrupolosamente alle indicazioni del governo centrale. Attendiamo il nuovo dpcm del 15 ottobre per eventuali ulteriori provvedimenti. Le misure anti covid sono state applicate in tutte le situazioni più a rischio quali locali pubblici e mercati. Non possiamo sicuramente discostarci da quelle che sono le regole imposte. È un'emergenza sanitaria e non c'è spazio per l'autonomia, anche perché, giustamente, non sarebbe consentita».