Da domani tutte le Regioni diranno addio al superticket sanitario su visite ed esami ambulatoriali. Si pagherà solamente il ticket ordinario, uguale su tutto il territorio nazionale che varia a seconda della prestazione, arrivando a un massimo di 40 euro.

Sparirà la quota aggiuntiva prevista negli ultimi anni (dal 2011), sulle ricette relative a prestazioni specialistiche ambulatoriali. Una maggiorazione intorno ai 10 euro, che le diverse Regioni in questi anni hanno applicato con regole proprie (in alcuni casi in base al reddito).

Per Roberto Speranza, ministro della Salute, il superticket era «un elemento di discriminazione e di diseguaglianza» che limitava «l'accesso di tante persone al Servizio sanitario nazionale».
L'abolizione rappresenta quindi «una vittoria per lo Stato, perché diamo modo a tutti di poter accedere, nel pieno rispetto del mandato dell'articolo 32 della Costituzione, che dice che la Repubblica tutela la salute, come fondamentale diritto dell'individuo e come interesse della collettività».

Il superticket sanitario è una tassa di 10 euro che i pazienti pagano su ogni ricetta per prestazioni diagnostiche e specialistiche. Le Regioni sono libere di applicarlo o meno, oppure possono modularlo in base al reddito o al tipo di servizio richiesto, purché assicurino lo stesso gettito, in aggiunta rispetto alle misure eventualmente già vigenti.
Non tutti sono tenuti al pagamento, infatti alcuni cittadini sono esenti dal ticket: bambini o anziani membri di nuclei familiari con reddito non superiore a 36.150 euro all'anno; disoccupati; malati cronici o affetti da patologie rare; titolari di pensione minima o pensione sociale; invalidi civili, invalidi di guerra e invalidi per motivi di lavoro e servizio.

«Una bella vittoria per tutti. Cancellato il superticket nazionale sulle prestazioni specialistiche ambulatoriali.
La Regione Lazio nel 2016 aveva già disposto l'abrogazione della quota regionale di compartecipazione alla spesa sanitaria, abrogando il ticket regionale e nel luglio 2019 aveva esentato circa 400.000 cittadini, con redditi bassi e situazioni di fragilità, dal super ticket. Oggi si tratta di un ulteriore passo avanti per una sanità sempre più vicina alle persone» così ha commentato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

«L'abolizione della quota fissa relativa alle prestazioni specialistiche ambulatoriali porterà ad un risparmio per le famiglie e una maggiore equità nell'accesso alle cure.
Il cittadino non dovrà fare nessuna richiesta specifica, ma semplicemente non vedrà più la quota del superticket applicata alle singole prestazioni ambulatoriali. Un risparmio importante per le tasche delle famiglie e una scelta strategica in un momento di grande difficoltà», ha aggiunto l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato.